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Abruzzo, il Tar boccia il numero chiuso delle facoltà sanitarie

Accolte dal Tar Abruzzo le richieste di tre studenti per il passaggio ad altri corsi di Laurea, senza test d'ingresso. Bocciatura per il numero chiuso delle facoltà sanitarie.

Questa volta è stato il numero chiuso ad essere bocciato, dal Tar, per l’accesso alle facoltà sanitarie.

Lasceranno il segno le recenti sentenze del Tribunale amministrativo regionale, delle sezioni di L’Aquila e Pescara, che viaggiano sulla stessa linea, quella del sì alle iscrizioni da altri corsi, senza test d’ingresso.

Sono state pubblicate nei giorni scorsi due decisioni delle sezioni del Tar. La prima del Tar dell’Aquila, che ha accolto il ricorso di due laureati in Igiene Dentale, ai quali era stata rigettata la richiesta di iscrizione all’anno successivo al primo, per il Corso di Laurea Magistrale in Odontoiatria. La seconda, invece, del Tar di Pescara, che ha avallato il passaggio al corso di Fisioterapia di uno studente con una Laurea Triennale in Scienze Motorie. In entrambi i casi senza passare il test d’ingresso.

Un risultato raggiunto dagli avvocati Salvatore Braghini e Renzo Lancia, entrambi del Foro di Avezzano, che hanno seguito con successo, anche in passato, diversi contenziosi, nei confronti delle Università di Chieti e dell’Aquila, per consentire l’accesso ai corsi afferenti le professioni sanitarie da parte degli studenti che chiedevano il passaggio da altri Corsi di Laurea, senza, appunto, superamento del test.

«Le due sezioni del Tar abruzzese – ha spiegato alla Redazione de Il Capoluogo l’avvocato Salvatore Braghini – convengono nel riconoscere il diritto al riesame delle domande di passaggio da altri Corsi di Laurea, in presenza di posti vacanti per l’anno per il quale il trasferimento viene richiesto e all’esito di una valutazione di merito della compatibilità della preparazione maturata nei Corsi di provenienza, con quella ritenuta necessaria dall’Ateneo di accoglienza».

avvocato braghini

Tar, non sempre i ricorsi vengono accolti.

In precedenza il Tribunale amministrativo dell’Aquila «aveva bocciato un ricorso analogo, condannando il ricorrente alle spese legali», prosegue l’avvocato Braghini, il quale tiene a precisare che l’accoglimento di questi ricorsi non rappresenta una corsia preferenziale rispetto a chi ha superato il test d’ingresso. «Si tratta di un diritto che, in quanto tale, viene riconosciuto. I ricorrenti, del resto, non vengono iscritti al primo anno accademico, bensì ad un anno successivo al primo e soltanto dopo aver superato molti esami universitari. Non possono essere “trattati”, quindi, come neo diplomati, secondo quanto pretende il MIUR, per i quali è necessario un test per verificare la loro attitudine a seguire un Corso ad accesso programmato. Occorre precisare, infine, che questi studenti non vanno ad occupare i posti di chi ha superato i test, ma i posti riservati agli extracomunitari, non assegnati».

Tar, dopo la sentenza del Tribunale amministrativo di Pescara, l’università D’Annunzio dovrà ammettere con riserva lo studente che ha richiesto il trasferimento, senza test d’ingresso, da Scienze Motorie a Fisioterapia.

Lo conferma l’avvocato Braghini alla Redazione del Capoluogo. Come riporta, inoltre, Il Centro il rettore dell’Università D’Annunzio, Sergio Caputi, pensa a una misura tampone per far fronte all’ordinanza del Tar, che rischia di diventare un precedente. Se l’ordinanza, infatti, dovesse essere confermata il prossimo 22 novembre, data del giorno fissato per il giudizio, significherebbe che il Tar ha decretato il superamento del numero chiuso, permettendo il trasferimento ad un corso ad accesso programmato, senza superamento del test d’ingresso.

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