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La linea Sospiri, pugno duro in Consiglio regionale

Alla seconda seduta si è già materializzata la "linea Sospiri", poche chiacchiere e meno battibecchi. Il "caso" dell'intervento negato a Sandro Mariani.

Bastano due Consigli regionali per delineare la rotta tracciata dal nuovo Presidente Lorenzo Sospiri: poche chiacchiere e meno ancora “pollai”. Tensioni all’orizzonte.

Un intervento per “fatto personale”, si sa, non si nega a nessuno. Almeno questo deve aver pensato il consigliere di centrosinistra Sandro Mariani, chiedendo la parola per controreplicare al capogruppo leghista, Pietro Quaresimale e a Emiliano Di Matteo, dopo che l’opposizione aveva esaurito gli interventi. Non la pensava così il Presidente del Consiglio Lorenzo Sospiri: «Il fatto personale non sussiste». Chiusa la discussione.

Il confronto tra Mariani e il gruppo della Lega si è innescano durante la seduta di ieri, a seguito delle parole dello stesso Mariani, che aveva sottolineato come il partito di Salvini non avesse valorizzato le preferenze agli eletti, nella composizione della Giunta, preferendo “esterni”, come nel caso di Piero Fioretti, che in provincia di Teramo ha preso il posto in Giunta proprio di Quaresimale. Il capogruppo leghista ha risposto con una stoccata sulla candidatura di Mariani in lista civica, dopo essere stato capogruppo Pd, una sorta di “certificazione del fallimento del centrosinistra”. Anche Emiliano Di Matteo ha voluto sottolineare: «Le scelte della Lega sono state condivise da tutti noi», rimarcando poi come l’essere “solo” consigliere non sia una deminutio, ma una grande responsabilità.

Al termine degli interventi, quindi, Mariani ha provato a controreplicare, anche se l’opposizione aveva esaurito tutto lo spazio a disposizione e lo ha fatto chiamando appunto in causa il “fatto personale”, una sorta di tana libera tutti per avere la possibilità di replicare anche a interventi chiusi. Non aveva però fatto i conti con la “linea Sospiri”, che non ci ha pensato un attimo: «Il fatto personale non sussiste». Inutili le proteste di Mariani.

Al di là del caso specifico, è evidente che il Presidente Sospiri ha una precisa idea sull’ordine dei lavori in Consiglio e intende mettere in campo tutte le sue prerogative per realizzarla. Se all’insediamento aveva già “avvisato” che il Consiglio regionale «non sarebbe diventato una cloaca», al secondo ha già mostrato come intende fare: il pugno di ferro, almeno per quanto riguarda battibecchi, repliche e controrepliche su questioni di scarsa attinenenza ai lavori in Aula. È stato giusto negare la parola a Mariani? Probabilmente no, ma solo per l’intrinseca negatività del “negare la parola” a qualcuno. D’altra parte, però, le discussioni (soprattutto su temi di pura polemica politica per cui si trasformano in mini comizi) non possono durare all’infinito con sterili battibecchi. E il Presidente è lì proprio per dare un certo ordine e “limite” ai confronti, naturalmente secondo quanto indicato dallo Statuto. Quindi il Presidente Sospiri ha semplicemente (e legittimamente) dato forma alla propria idea in ordine allo svolgimento dei lavori, facendo capire “che aria tira” e che non consentirà scorciatoie pur di accontentare tutti.

Questa volta è toccato a Mariani, su una polemica francamente poco interessante, ma potrebbe capitare di nuovo, magari su temi più importanti e sentiti. Da verificare, allora, che effetto avrà la “linea Sospiri”, che si preannuncia piuttosto decisa, su un’opposizione che fatica a togliere i guanti bianchi. Ma è questione di tempo, dopotutto siamo solo alla seconda seduta. L’idillio istituzionale del “primo giorno di scuola” sta per finire.

P.s. Caso vuole che oggi il presidente Lorenzo Sospiri compia gli anni, tanti auguri.

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