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L’Aquila, intesa Accord Phoenix – Neon Appalti: da domani torna energia elettrica

Raggiunta l'intesa tra Accord Phoenix e Neon Appalti: da domani torna l'energia elettrica negli stabilimenti dell'azienda. I dettagli

L’Aquila – Si è conclusa, in Prefettura, con un risultato positivo la prima riunione del tavolo tra Accord Phoenix e Neon Appalti, società gestrice del Tecnopolo d’Abruzzo.

Quest’ultima procederà, nella giornata di domani, alla riattivazione dell’energia elettrica mentre la Accord Phoenix si è impegnata a versare un importo quale segno di buona volontà per il riavvio della stessa, sempre nella giornata di domani.

Un primo passo, cui seguirà entro il 5 aprile prossimo, un nuovo incontro volto a trovare le condizioni per un accordo di lunga durata.

“Le parti, nel ringraziare del sostegno ricevuto il Prefetto di L’Aquila, Dott. Giuseppe Linardi, il Comune di L’Aquila nella persona del delegato del Sindaco, Ing. Lucio Nardis, e le sigle sindacali FIM, FIOM e UILM, promotrici dell’incontro, hanno dichiarato la propria disponibilità a procedere in termini di responsabilità per
salvaguardare le maestranze di Accord Phoenix, del Tecnopolo d’Abruzzo e delle Aziende in esso insediatesi, e per riprendere le normali attività produttive” si legge in una nota congiunta di Accord Phoenix e Neon Appalti

Accord Phoenix, corrente staccata venerdì scorso

Nel pomeriggio di venerdì, la Neon Appalti aveva staccato la corrente per presunte morosità, contestate da Accord Phoenix.

“Abbiamo un contratto di erogazione di energia elettrica – aveva spiegato in conferenza stampa il direttore generale di Accord Phoenix, Francesco Baldarelli – che abbiamo sempre regolarmente pagato fino all’ultima fattura del 7 marzo, di circa 29.000 euro, che non ci è stata ancora presentata. Le altre sono state pagate. Non abbiamo più pagato i servizi di housing dal novembre 2018 perché abbiamo usato la clausola di recesso dal contratto. Non li abbiamo più pagati perché riteniamo che una azienda come la nostra sia sottoposta ad un onere incredibilmente eccessivo – di circa 400.000 euro l’anno – per la gestione dei servizi di housing esterni”.

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