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Tripletta infuocata per i Niutàun, torna la grinta aquilana tra il ritmo e il disincanto

Tripletta infuocata per i Niutàun che tornano a esibirsi dopo mesi di pausa e con un bassista nuovo di zecca. Il Capoluogo ha intervistato il frontman, il cantante e scrittore Ugo Capezzali.

Tripletta infuocata per i Niutàun che tornano a esibirsi dopo mesi di pausa e con un bassista nuovo di zecca.

Un weekend di fuoco e di conferme quello che si prospetta per la band aquilana dei Niutàun, nei giorni dei festeggiamenti di San Patrizio.

Il gruppo, composto da Ugo Capezzali (voce), Piercesare Stagni (chitarra), Andrea Papa (basso) e Jury Sielli (batteria), dopo qualche mese di assenza, necessario a far integrare un nuovo elemento nel gruppo, torna ad esibirsi dal vivo, e lo fa con ben tre date consecutive all’insegna della solita carica esplosiva e coinvolgente.

Il 15 marzo, al Jammin’ di Montesilvano (PE), suoneranno insieme ai Romanez, cover band dei celebri Ramones, storica punk-rock band Newyorkese, tra l’altro principale ispiratrice degli stessi Niutàun.

Stessa accoppiata per il giorno successivo, il 16, questa volta in casa, presso l’Irish Pub di Pianola, nell’ambito di una interessante tre giorni all’insegna di divertimento, birra e musica dal vivo, per festeggiare come ogni anno San Patrizio.

Il 17 marzo, infine, nel giorno clou di San Patrizio, si esibiranno presso il Monthy’s Irish Pub, sempre all’Aquila, insieme ai Disko e a Carosone DJ.

 

Il Capoluogo ha intervistato il frontman, Ugo Capezzali, voce e autore dei testi che ci introduce subito il nuovo elemento della band.

niutaun

«Il nuovo bassista, Andrea Papa, ha sostituito Claudio Cacciatori e Roberto Capezzali che si sono alternati in passato al basso ma non ci hanno potuto garantire continuità. Sono diventato immediatamente il suo incubo – ironizza il cantante -: l’abbiamo sottoposto subito a una serie intensiva di prove, anche perché tra cover e pezzi originali abbiamo un repertorio abbastanza vasto. Non contenti per il battesimo di fuoco abbiamo organizzato tre live in tre giorni! Sono convinto che se la caverà benissimo!»

«Il gruppo ha iniziato a suonare insieme nel 2010, con i 3/4 della formazione attuale. Siamo a nove anni di attività con 60 concerti in tutta Italia, un cd, un videoclip e un cd in lavorazione.» prosegue Capezzali.

Il fatto di aver suonato per così tanti anni insieme si è tradotto nella sintonia che la band trasmette nei concerti live e che viene riconosciuta universalmente dal pubblico.

 

Niutàun, nel nome l’ironia aquilana e il disincanto

«Nel nome del gruppo c’è la stessa attitudine che è in ogni testo e anche nel nostro modo di cantare: ci rifacciamo allo spirito punk aggiungendo un sarcasmo, un’ironia tutta nostra per toccare temi di attualità e di denuncia sociale di vario genere. Quando la band è nata eravamo nell’immediato post sisma e all’epoca non si faceva che parlare di “newstown” e di questa famigerata “newtown” che avrebbe rappresentato il destino futuro della città. Il timore di tutti era che si snaturalizzasse la nostra città, la nostra quotidianità, i nostri luoghi, i nostri vicoli… L’ironia nel sociale ci ha portato a rifugiarci dietro l’aquilanità della scrittura di quella parola da Newtown a Niutàun. Quel nome, il cui suono devo ammettere che ci piaceva proprio, ben rappresentava quello che volevamo esprimere: una nuova città ma anche il nostro tentativo di restare aggrappati a quel modo maccheronico di parlare.»

Niutàun, a proposito di testi…

L’autore dei testi è lo stesso Ugo Capezzali che in realtà nasce come scrittore. Numerosi i premi vinti: primo premio ai concorsi “Laudomia Bonanni” (2005), “Città di Santarcangelo” (2013), “Hombres” (2004), “Peltuinum” (2005), “Il sabato del villaggio” (2006 e 2010), “Gennaro Sparagna” (2007) e “Cavallari di Pizzoli” (2018).

La sua carriera poetica vanta le tre pubblicazioni “Fiori d’artificio” (Ibiskos Editrice Risolo, 2009), “Nient’altro che vento” (Iaed, 2003) e “Basterebbe il cielo” (ZONA editrice, 2013), trasposizione in versi di un racconto della città post sisma.

ugo capezzali e piercesare stagni

Nella foto Piercesare Stagni e Ugo Capezzali

Niutàun, ispirazioni e connessioni

«Le nostre fonti d’ispirazione sono stati i Ramones, i Clash – anche per i loro testi – i Sex Pistols. Per quanto riguarda i gruppi italiani voglio citare i Gang, band marchigiana con cui abbiamo avuto la fortuna di collaborare spesso e con cui poi siamo diventati amici, che sono presenti nel nostro disco (“Niutàun”) e in un nostro videoclip. Queste le influenze comuni ma non bisogna dimenticare che ognuno di noi ha portato all’interno del gruppo le proprie inclinazioni musicali più specifiche. A me piace anche un certo tipo di cantautorato come ispirazione per i testi. Finora abbiamo prodotto un cd omonimo con 10 pezzi originali e stiamo lavorando al secondo, di cui abbiamo inciso già tre tracce, che sarà prodotto da Francesco Caporaletti. Per questo secondo cd abbiamo lavorato molto sulle sonorità, sui testi e sulla qualità audio.»

 

Una tripletta infuocata per San Patrizio

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«Sono molto carico per questa tripletta, non vedo l’ora – confessa Capezzali -. Non ci era mai capitato di fare tre serate in tre giorni consecutivi, in tre posti diversi, con tre scalette diverse. Quindi chi dovesse venire a più di una data non assisterà allo stesso concerto. Cercherò, contrariamente alle mie abitudini, di dosarmi, perché invece sono solito sforzare molto la mia voce, ma prometto che offrirò comunque il meglio di me.»

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