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I Hate My Village a L’Aquila tra funk e dance

Unica tappa abruzzese per gli I Hate My Village a L'Aquila. Dopo il sold-out di Roma continua il tuor della band.

Gli I Hate My Village a L’Aquila. band di recente formazione, in Tour nazionale dopo l’uscita dell’opera prima “Acquaragia”. Appuntamento per gli appassionati dei ritmi e dei generi afrobeat, funk e dance.

Appuntamento al prossimo 29 marzo, al Bliss, unica tappa abruzzese del tour. Gli I Hate My Village nascono quando artisti e musicisti decidono di unirsi per dar vita a una band, che unisse la loro passione comune alla loro decennale esperienza, a fianco di cantanti ed artisti del calibro nazionale e non solo. Nomi altisonanti quali quello di Fabio Rondanini, batterista di Daniele Silvestri, degli Afterhours, Calibro 135, Niccolò Fabi, di Adriano Viterbini, chitarrista, e di Alberto Ferretti, cantante della band Verdena, assoluto punto di riferimento della musica hindi. Alla regia il produttore della band, Marco Fasolo.

I Hate My Village sul palco, per il concerto organizzato dal collettivo di artisti “A Lot Entertainment”, che fa capo all’associazione culturale aquilana “I Guastafeste”.

Il collettivo, formato dal batterista Stefano Gas Valeri, Marco Valeri, attore e regista teatrale, e da Daniele Millimaggi, chitarrista e d-jay, ha deciso di portare a L’Aquila una musica nuova, per venire incontro agli amanti delle armonie Tuareg. Allora quale musica migliore di quella dell’album “Acquaragia”, firmata I Hate My Village, che ha riscosso grande successo di critica e consensi da parte degli appassionati del genere.

«Dopo il sold out di Roma ci sarà la tanto attesa tappa qui a L’Aquila – spiega al Capoluogo Gas -. Come collettivo di artisti, del gruppo ‘A Lot Entertainment”, a sei anni dalla nascita, abbiamo sempre portato avanti l’obiettivo di vivacizzare il tessuto socio-culturale della nostra città. La cultura si era inevitabilmente spenta dopo il terremoto del 2009. Ora incrociamo le dita per la riuscita dell’evento. Invitiamo tutti a divertirsi con noi, perché ci sarà da ballare».

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