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Ristorante Il Magno, per offrire qualità ci vuole lealtà

La nuova gestione ha aperto i battenti da poco più di un mese tra prodotti a km zero e grande professionalità. A breve verrà inaugurato anche il menù pizzeria, con un forno ad hoc e un impasto all'insegna della digeribilità.

Ristorante Il Magno, per offrire qualità ci vuole lealtà verso i clienti.

 
Il nuovo nome dell’Agriturismo San Gregorio (o meglio Ex Agriristoro San Gregorio) ha un suono regale ma non pomposo ed efficace ma non perentorio. Come il nome di un Papa, San Gregorio Magno, appunto.

Come la guida dello chef Fabrizio Di Pasquale, uno dei tre soci che hanno preso in mano da poco più di un mese la nuova gestione.

ristorante il magno fabrizio di paquale

Di Pasquale ha origini aquilane, di Fagnano per la precisione, ma è cresciuto a Bolzano: sentore più che indicativo di ciò un vivace accento settentrionale che lo accompagna nella conversazione relativa alla sua attività. Eppure dodici anni fa tornare in Abruzzo in vacanza e tornare alle tartufaie di famiglia fu un tutt’uno. Da allora il giovane ristoratore è rimasto a vivere nel territorio aquilano.

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La lealtà

 
«Il presupposto fondamentale per offrire ai propri clienti una cucina di qualità è la lealtà verso i clienti: prodotti buoni, freschi, competenza, correttezza e onestà nel prezzo.»

Di Pasquale ha le idee chiare. Così come i suoi due soci, Brikena Hoxha ed Emiliano Benedetti.
 

I prodotti

 
Nell’attitudine alla lealtà verso il cliente rientra soprattutto la scelta dei prodotti, tutti selezionati, frutto di scelte mirate volte ad esaltare le qualità organolettiche, proprie di un territorio forte e cortese come quello abruzzese.

ristorante il magno fabrizio di paquale

«Ci rivolgiamo solo a quella nicchia di fornitori e artigiani che ogni giorno si impegnano per la realizzazione di prodotti biologici dalla incomparabile bontà.» raccontano i soci a Il Capoluogo.

Prodotti a km zero, a partire dai tartufi di Fagnano di Di Pasquale, agli arrosticini fatti a mano, dallo zafferano di Navelli al miele degli apicoltori locali.

Per chiudere con la pasta fatta a mano con la farina di follina e le fettuccine integrali.

 

La pizza digeribile

 
Il ristorante è già aperto sia a pranzo sia a cena. A breve inaugurerà anche la pizzeria con una pizza dall’impasto digeribile.

«Siamo andati al SIGEP a Rimini, il Salone della Fiera della panificazione e ci siamo documentati. Abbiamo anche comprato un forno ad hoc per ottenere una pizza leggera, gustosa e digeribile.»

«Anche il pizzaiolo sarà a km zero, infatti è un ragazzo del posto e a giorni verrà a lavorare con noi.» ironizza Di Pasquale.

 

La tradizione

 
Qualità, onestà e tradizione, senza la quale si rischierebbe di perdere quel prezioso senso di attaccamento al proprio territorio.

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«Sono convinto che le ricette della tradizione siano un bene universale, un vero tesoro che appartiene a tutti e può essere combinato in migliaia e migliaia di modi, fino a farlo diventare unico e personale – dice Emiliano Benedetti -. Ho bisogno di conoscere la traccia o la storia di un alimento e devo immaginare le mani che lo hanno coltivato prima di proporlo nella carta del menu.»

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