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Truffa del pacco ad anziani, un arresto e due denunce

Un giovane campano è stato arrestato e due denunciati perché coinvolti nella famigerata truffa del pacco ai danni di anziani residenti nella provincia dell'Aquila.

Un giovane campano è stato arrestato e due uomini denunciati perché coinvolti nella famigerata “truffa del pacco” ai danni di anziani residenti nella provincia dell’Aquila.

Ad operare, i Carabinieri del Comando della Compagnia di Sulmona che portano avanti da tempo indagini e azioni tese a contrastare il deprecabile fenomeno delle truffe in danno di persone anziane.

Nella giornata di ieri i militari, al termine di una complessa attività investigativa, hanno dato esecuzione ad un
provvedimento di custodia cautelare in carcere nei confronti di E.U., trentenne pregiudicato residente nella provincia di Napoli. L’uomo si trova ora nel carcere di Napoli.

Le indagini svolte hanno permesso di identificare l’arrestato quale autore di almeno tre truffe in danno di anziani perpetrate nel 2018 nella città di Sulmona, tutte con lo stesso metodo, ossia contattando telefonicamente la vittima di turno spacciandosi per il nipote e preannunciando l’arrivo a casa, di lì a poco, di un corriere per la consegna di un pacco contenente del materiale informatico.

Una volta ricevuto il pacco, all’anziana/o viene richiesto di corrispondere al finto postino un importo variabile tra i 1.000 e 2.000 euro.

Le vittime, dopo aver pagato la somma richiesta, ottengono un pacco contenente del riso.

Le indagini non si sono limitate alla sola Sulmona, ma hanno riguardato gran parte della Valle Peligna portando
ad individuare e denunciare in stato di libertà altri due soggetti, P.F. 30enne e S.S. 22enne, entrambi campani, resisi responsabili di analoghe truffe in danno di anziani utilizzando lo stesso metodo del “pacco”.

Le investigazioni proseguono e non si escludono ulteriori sviluppi.

Il consiglio dei Carabinieri rimane sempre quello di diffidare da chi telefona a casa di persone anziane prospettando eventuali consegne di materiale per conto di famigliari o di altre persone conosciute dietro pagamento di denaro. In questi casi bisogna sempre diffidare rivolgendosi subito ai Carabinieri componendo il numero telefonico di Pronto Intervento 112.

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