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L’Aquila, commossa, ricorda e saluta Leandro Ugo Iapadre

L'Aquila saluta Leandro Ugo Iapadre: non solo a Santa Rita, dove si sono svolti i funerali, ma anche sul web. Aneddoti e ricordi di un uomo al quale la città deve molto

L’Aquila, commossa, ha salutato ieri Leandro Ugo Iapadre, storico libraio del centro storico ed editore, morto a 95 anni.

Non solo a Santa Rita, dove si sono svolti nel pomeriggio di lunedì i funerali: ma anche sui social network, dove la notizia della scomparsa dello storico editore aquilano ha commosso e riportato alla memoria ricordi lontani.

C’è chi lo ricorda per l’inconfondibile odore della sua libreria e chi per il suo avere dieci marce in più rispetto agli altri.

In tanti ricordano di aver comprato lì il suo primo libro. “Piccole donne”, il volume scelto da una ragazza di allora, oggi donna, che ricorda con affetto quel primo acquisto.
“Un editore appassionato, un uomo colto e signorile, un amico caro di gioventù”
E ancora:
“Tanti pomeriggi passati nella sua libreria ad ascoltarlo raccontare”,”Ricordava a memoria tutti i titoli”.

E poi gli aneddoti
“Una volta, da ragazzo, andai a comperare un libro ma prima di pagare mi vide perplesso. Costava 12000 £, ma io ne avevo solo 11000. Chiaramente mi fece lo sconto”
“Mi vide interessato a certi argomenti, mi regalò un suo libro di poesie”

E ancora: la sua esperienza all’Istituto Orfani di Guerra

“Ci siamo conosciuti ai tempi della guerra, quando io ero ancora bambino e tu giovane Istitutore dell’Istituto Orfani di Guerra. Ci incontravamo tutti i giorni in Via Roma. Mi hai tenuto per mano e mi hai aiutato a crescere. Ci siamo salutati con un fraterno abbraccio lo scorso anno a Tornimparte in occasione delle consegna del premio Saturnino. Lasci un vuoto nell’area culturale aquilana e nel cuore di quanti ti hanno conosciuto” ricorda Fulgo Graziosi

“Caro Professore, ero un piccolo orfano di guerra quando nel 1948 entrai nell’Istituto della Lauretana. Tu eri lì ad accoglierci, ad accompagnarci nella crescita e, da quel momento, ci siamo sempre ritrovati con piacere. Ora ti chiedo, quale messaggero di tutti gli Orfani della Lauretana, di salutare i nostri genitori caduti per la Patria”

Tutti frammenti che vanno a ricostruire uno splendido un mosaico che ha arricchito la nostra città: una persona colta e garbata, un uomo di altri tempi, al quale L’Aquila deve sicuramente molto.

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