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Non solo politica, come cambiano gli stipendi in Regione Abruzzo in base al ruolo

In attesa di scoprire ruoli e funzioni all'interno del nuovo Consiglio regionale, ecco come cambiano gli "stipendi" a Palazzo dell'Emiciclo, in funzione del ruolo ricoperto.

Regione Abruzzo, attesa per la scelta di Marco Marsilio per l’assegnazione delle deleghe e per la formazione del nuovo Consiglio regionale. Ruoli diversi prevedono diversi trattamenti economici. Ecco come cambiano gli “stipendi” all’Emiciclo in base alla funzione.

Com’è noto, ogni funzione, all’interno del Consiglio regionale, prevede un trattamento economico diverso per chi lo ricopre, nella logica di “maggiori responsabilità, indennità più alte”. Al di là delle questioni politiche sull’affidamento dei ruoli in Giunta, Commissioni e quant’altro, vediamo quindi come cambiano gli “stipendi” in base alle cariche che i consiglieri delll’XI legislatura andranno a ricoprire.

Cominciamo con il presidente Marco Marsilio che, se non intervengono i tagli pur richiesti dal Governo centrale e venisse confermato lo schema della legislatura precedente, prenderà l‘indennità consiliare di 6.600 euro lordi al mese, più l’indennità di funzione di 2.700 euro prevista per il governatore (e per il presidente del Consiglio). Inoltre, è previsto per tutti il rimborso spese per l’esercizio del mandato che varia dai 4.100 euro ai 4.500 in base alla distanza tra il luogo di residenza e il luogo di lavoro, L’Aquila: 4.500 per chi risiede oltre i 100 km da L’Aquila e via via a scendere, proporzionalmente, per i più vicini, fino al minimo di 4.100 euro che prende chi a L’Aquila ci vive anche. Il totale si aggira tra i 13.400 e i 13.800 euro. Naturalmente ci sono altre spese, dalle auto al rimborso per le missioni istituzionali, ma fermiamoci al trattamento economico specifico. Stesso trattamento per il presidente del Consiglio.

Un gradino più in basso, ci sono i componenti della Giunta e il vicepresidente, il cui trattamento economico differisce per la sola indennità di funzione, che scende a 2.300 euro al mese. Per loro, il totale si aggira tra i 13.000 e i 13.400 euro.

Lo stesso meccanismo si applica ai presidenti di commissione consiliare permanente, speciale, d’inchiesta, della Giunta per il regolamento, per i capigruppo in Consiglio e il segretario dell’Ufficio di Presidenza, che però prendono 1.800 euro di indennità di funzione, per un totale che si aggira tra i 12.500 e i 12.900 euro.

A seguire, i vicepresidenti e segretari delle commissioni permanenti, speciali, d’inchiesta e della Giunta per il regolamento, che vedono scendere la propria quota indennità di funzione a 800 euro, per un totale che va da 11.500 a 11.900 euro.

I più “poveri”, infine, i consiglieri regionali “semplici”, che si devono “accontentare” dell’indennità consigliare di base di 6.600 euro e del rimborso spese, per un totale che varia dai 10.700 euro agli 11.100 euro. Da considerare, comunque, che nella distribuzione dei ruoli, ben pochi rimangono senza funzioni aggiuntive. Basti pensare che nella passata legislatura solo il consigliere regionale Pietro Smargiassi (M5S) fa registrare uno “zero” alla voce indennità di funzione, anche se comunque alle stesse indennità ci rinuncia l’intero gruppo del Movimento 5 Stelle, insieme a parte dello stipendio.

Insomma, tra il massimo (Governatore e Presidente del Consiglio) e il minimo (consigliere semplice), la differenza di trattamento economico si aggira intorno ai 2mila euro.

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