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Ponte Belvedere, la grande incompiuta

Ponte Belvedere, si ritira lo studio di ingegneria che aveva redatto l'ultimo progetto. Storia di un'incompiuta: dalla costruzione lampo del 66 all'immobilismo

Sono passati quasi dieci anni dal terremoto del 6 aprile 2009 e la contestuale chiusura di Ponte Belvedere, fino al pre sisma snodo strategico di collegamento fra il cuore della città e via XX settembre.

Diversi sono stati i progetti e le proposte riguardanti il futuro di Ponte Belvedere che, però, sembra rimanere – con l’erba cresciutaci sopra e gli arbusti di fianco – una delle più grandi incompiute post sisma dell’Aquila.

ponte belvedere
ponte belvedere

Ponte Belvedere, si ritira lo studio di ingegneria che aveva redatto l’ultimo progetto

L’ultima puntata di quella che sembra una soap opera vede l’uscita dalla scena dello studio d’ingegneria toscano Romolini che lascia l’incarico di progettazione “perché i fondi sono insufficienti”.

Gli ingegneri di Arezzo nel 2016 si erano aggiudicati lo studio di sicurezza e progettazione che avrebbe contribuito al consolidamento strutturale e all’ammodernamento architettonico del ponte Belvedere: ma a distanza di tre anni è tutto da rifare.

Come riporta “Il Centro”, l’incarico professionale è stato risolto: lo si legge in una determinazione dirigenziale del settore Ricostruzione opere pubbliche, datata 19 febbraio, che parla, sostanzialmente, di una clamorosa “risoluzione consensuale” del contratto in essere tra lo studio ingegneristico e il Comune dell’Aquila.

La motivazione alla base della scelta sembra essere strettamente legata ai fondi, così come si legge in una PEC inviata dagli ingegneri al Comune nello scorso ottobre: si parla infatti“dell’importo del finanziamento non sufficiente a garantire la copertura dell’intervento”. Di nuovo, dunque, si dovrà procedere ad una gara d’appalto per affidare nuovamente il progetto di Ponte Belvedere.

I lavori avrebbero dovuto riguardare il consolidamento della campata, il tratto cioè lineare del ponte dove poggia la strada, che si sarebbe dovuto ricostruire in acciaio, e non i piloni: il terremoto non ha intaccato infatti la tenuta strutturale del ponte. Romolini si aggiudicò i lavori con un ribasso pari al 73.77%, per un importo complessivo di 25.269 euro oltre oneri contributivi e fiscali”, importo poi aumentato fino a 2 milioni di euro in ragione di una nuova proposta progettuale consistente, appunto, “nella sostituzione della campata centrale in acciaio e calcestruzzo armato”. Intanto il Comune dell’Aquila dovrà rimborsare lo studio del lavoro fatto sino a questo momento, e ai professionisti riconosce “oltre 3.500 euro”.

ponte belvedere 1966
ponte belvedere 1966

Ponte Belvedere, dalla costruzione lampo all’attesa infinita

Era il 27 maggio 1966 quando su Ponte Belvedere venivano effettuate le ultime prove di carico prima dell’apertura ufficiale al traffico della città. L’opera finanziata dalla Cassa per il Mezzogiorno e progettata da un gruppo di noti professionisti gli ingegneri Aldo Arcangeli, Enrico Lenti ed Emilio Tomassi, fu realizzata dall’impresa aquilana di Pasquale Martella“Il ponte ha unito le due sponde della città, è stato costruito per collegare le due colline” – dichiara l’ingegnere Martella a IlCapoluogo.it. Don Pasquale, così viene chiamato da tutti in città, oggi ha 94 anni e ricorda quei momenti con l’emozione di chi ha guidato le fasi costruttive dell’opera fino al collaudo, passo dopo passo.

Il ponte fu realizzato in circa due anni. La sicurezza veniva prima di tutto, se servivano sei sacchi di cemento io ne utilizzavo otto per stare tranquillo!” – ricorda scherzosamente. E gli studi effettuati dopo il terremoto dalla facoltà di Ingegneria dell’Università dell’Aquila e coordinati dal professor Dante Galeota lo confermano:  “il ponte non ha subito gravi danni strutturali”, si legge nello studio. A confermare il dato, le prove di carico per testare la resistenza con quattro autotreni, ognuno da 40 tonnellate. Il risultato è stato positivo tanto che il lavoro sul ponte non era ritenuto di natura invasiva e la durata dei lavori sarebbe solo di qualche mese. Importanti invece i danni causati da infiltrazioni d’acqua e dalla scarsa manutenzione nel tempo.

[L’Aquila 1966… il Ponte Belvedere (i 50 anni del ponte) di Maria Luisa Martella e Michele Patucca. Video realizzato in occasione dei 50 anni del Ponte Belvedere con immagini inedite]

L’unica apertura, in questi anni, è stata quella pedonale:si può percorrere a piedi, fra cantieri e new jersey in cemento.

ponte belvedere

Resta la via ideale che collega le due sponde della città, motivo per cui fu costruito nel 1966: ma sul cui progetto di riapertura non si riesce a trovare una quadra.

La risoluzione del contratto potrebbe riaprire ora il dibattito sull’abbattimento del ponte – idea dell’ex assessore alla Ricostruzione Pietro Di Stefano, che propose di ricostruire il ponte ex novo, con una struttura snella di acciaio e un design architettonico moderno.

Nel settembre scorso la discussione sul futuro del Ponte Belvedere in II Commissione in Comune. 

Tante le proposte messe sul tavolo della discussione, dall’abbattimento del condominio ater sottostante per sostituirlo con un parcheggio, fino alla trasformazione del ponte in “totem” cittadino, così come proposto dal Presidente Daniele.

Una riqualificazione che vedrebbe il Ponte Belvedere al centro di una progettazione internazionale, per trasformarlo in una vera e propria opera d’arte.

Intervistato da Il Capoluogo, Daniele aveva spiegato: «Compatibilmente con quelli che sono gli iter già avanzati dalla passata e dall’attuale amministrazione, sarebbe interessante rivalutare la figura del Ponte Belvedere e trasformarlo in un vero e proprio attrattore cittadino, come è successo già a Bilbao con il museo Guggenheim, a Barcellona con la Sagrada Familia e a Parigi con la Torre Eiffel. Spesso le grandi opere architettoniche diventano un volano per l’economia locale e per questo io pensavo ad un ponte progettato, magari, da Calatrava, che ha già dato vita ad altre opere maestose come il Ponte del Mare a Pescara. E’ vero che amministrativamente parlando l’iter è già in atto e bisognerebbe sacrificare qualche altro anno, ma nulla impedirebbe una modifica progettuale qualora la città intera fosse d’accordo a costruire un’opera maestosa, che modifichi lo skyline aquilano.”

A riportare la discussione sul piano amministrativo fu in quell’occasione Americo Di Benedetto:

«La Giunta Biondi ha già approvato la Delibera che assegna l’incarico di progettazione esecutiva allo stesso ingegnere che, giustamente, aveva segnalato la necessità di utilizzare l’acciaio per il Ponte. Non possiamo tornare a parlare di abbattimento dell’immobile sottostante il Ponte Belvedere per trasformare quell’area in parcheggio. Ad un anno e mezzo dall’insediamento dell’Amministrazione Biondi non abbiamo ancora una progettazione territoriale che guardi al di là di semplici interventi “a singhiozzo” e se si dovesse procedere con l’ipotesi del parcheggio ci potremmo ritrovare a dover affrontare anche i proprietari degli appartamenti all’interno del condominio, che sicuramente chiederebbero un indennizzo. La progettazione c’è, non bisogna inventare nulla di nuovo. Gli iter amministrativi per la ricostruzione del Ponte Belvedere sono già avviati, rimodularli significherebbe sacrificare quanto già speso per la progettazione.»

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