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Caso Giulio Petrilli, il Parlamento Europeo si prepara a rispondere per l’ingiusta detenzione

Continua la battaglia di Giulio Petrilli per ottenere un risarcimento dallo Stato Italiano a causa della sua "ingiusta detenzione"

 Il Parlamento Europeo risponde alla petizione presentata da Giulio Petrilli

Il Parlamento Europeo ha risposto a Giulio Petrilli, vittima di una detenzione “ingiusta” in cerca del risarcimento dello Stato.

Nella lettera, si risponde a Petrilli confermando la “ricezione della Sua petizione elettronica del 07.12.2018” intitolata «Richiesta di modifica della norma dell’ordinamento italiano che limita il diritto al risarcimento per detenzione ingiusta». La petizione è stata registrata con il numero 1110/2018.

«A nome del Segretario Generale del Parlamento Europeo – racconta Giulio Petrilli – mi e’ arrivata la risposta (nella foto) che hanno ricevuto la mia petizione alla quale risponderanno con certezza! La petizione che scrissi nel dicembre scorso verteva sulla” richiesta di modifica della norma dell’ordinamento italiano che limita il diritto al risarcimento per ingiusta detenzione”! Sono fiducioso della risposta della commissione petizioni del parlamento europeo che nel caso fosse positiva, riaprirebbe la mia vicenda, come quella di tanti altri che non hanno avuto il risarcimento per ingiusta detenzione nonostante assolti per ” cattive frequentazioni” o per essersi avvalsi della facolta’ di non rispondere al primo intertogatorio!

Una norma palesemente anticostituzionale che spero e penso venga evidenziata dal parlamento europeo, dove mi recai anche nell’ottobre scorso per denunciare questa cosa!
Una battaglia che conduco da tanti anni anche con l’appoggio e la solidarieta’ di tante persone ma che si e’ sempre arenata nella non disponibilita da parte del parlamento italiano a cambiare la norma che vieta il risarcimento per ingiusta detenzione per un giudizio morale sull’imputato!»

giulio petrilli lettera

 

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