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Ricorsi consiglio regionale Abruzzo, solo chiacchiere fino all’ufficialità della Corte d’Appello

Attesa per 'l'ufficialità riguardo la ripartizione dei seggi in consiglio regionale. Interpretazioni vogliono fuori Santangelo e Febbo: "Tutte chiacchiere"

Si attende per l’inizio della prossima settimana il pronunciamento della Corte d’Appello sull’assegnazione dei seggi in consiglio regionale d’Abruzzo a seguito del voto di domenica 10 febbraio.

Si rincorrono, infatti, ipotesi in particolare su due province, quella dell’Aquila e quella di Chieti, che vorrebbero delle modifiche all’assegnazione dei seggi in consiglio.

Interpretazioni frutto di una legge elettorale regionale ‘interpretabile’, che già cinque anni fa aveva tenuto in bilico più consiglieri fino alla proclamazione ufficiale.

Da una analisi del voto che sta circolando in queste ore, infatti, il seggio in consiglio regionale d’Abruzzo di Azione Politica potrebbe essere scattato a Chieti e non a L’Aquila: fuori, quindi il candidato aquilano Roberto Santangelo e dentro il sindaco di Perano Gianni Bellisario.

A cascata, il rappresentante di Forza Italia in consiglio sarebbe l’aquilano Iampieri, con il chietino Febbo fuori dall’Emiciclo.

Interpretazione campata in aria secondo Roberto Santangelo che, interpellato da Il Capoluogo, ha dichiarato di essere assolutamente tranquillo:

“Non c’è nulla. La legge elettorale è abbastanza chiara: sono interpretazioni uscite un po’ ad arte. I calcoli, ci siamo informati, sono stati fatti in base ai dati trasmessi dai Comuni alle Prefetture, dalla Prefettura al Ministero e gli stessi conti del Ministero li ha fatti la Regione: combaciano perfettamente. Se la Corte d’Appello conferma che i dati ufficiali sono quelli e che i numeri sono quelli, c’è poco da interpretare”.

“Contestazioni che non trovano nessun riscontro oggettivo ma sono esclusivamente frutto di dichiarazioni e supposizioni non supportate da specifiche rideterminazione né tantomeno da atti ufficiali di riconteggio e impugnative” sottolinea Mauro Febbo. “Sono e rimangono solo “chiacchiere” tese a confondere i cittadini ed elettori”, la chiosa di Febbo.

Anche il consigliere forzista uscente Iampieri aspetta i dati ufficiali, sottolineando però di essere all’opera per il riconteggio dei voti e che al momento nessuno è eletto e nessuno è escluso.

Non c’è stata alcuna attribuzione ufficiale di seggi, tanto meno a cura del Ministero degli Interni e della Regione; è bene ricordare che tale competenza è affidata esclusivamente alla Commissione elettorale regionale, che per la proclamazione degli eletti si baserà solo sui dati reali, che sono quelli che gli vengono trasmessi ufficialmente dai tribunali circoscrizionali. Alla luce di ciò, al momento, non c’è nessun eletto e nessun escluso. Sarà la commissione mensionata a decretare i risultati ufficiali. Per quanto mi riguarda, sto operando un certosino riconteggio dei voti, sezione per sezione di tutte le liste, tanto in provincia dell’Aquila, tanto in quella di Chieti, finalizzato a verificare se i dati trasmessi dai vari Comuni siano quelli espressi o se ci siano stati errori, cosa peraltro accaduta spesso in passato. Mi limito a esprimere estrema fiducia”.

Eventuali ricorsi, è bene ricordarlo, potranno essere fatti solo dopo la proclamazione ufficiale.

E ancora: in ballo, secondo queste interpretazioni, potrebbe tornare Lorenzo Berardinetti al posto di Sandro Mariani. Berardinetti è fuori per meno di cento voti: ma in tutta la provincia dell’Aquila le schede contestate sarebbero meno di dieci e, anche in questo caso, la possibilità resta piuttosto remota.

Si attende quindi la parola definitiva da parte della Corte d’Appello che sancirà l’ufficiale linea di partenza dalla quale scatterà la nuova amministrazione regionale targata Marco Marsilio

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