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Reddito di cittadinanza, la Cisl denuncia l’inadeguatezza dei centri

Il segretario regionale del sindacato denuncia l'inadeguatezza dei centri per l'impiego abruzzesi in vista dell'imminente reddito di cittadinanza.

La denuncia della Cisl, il ruolo strategico dei Centri per l’Impiego  per le politiche attive del lavoro

Dal 6 marzo sarà possibile presentare la domanda per accedere alla misura del “Reddito di Cittadinanza”. Il sussidio erogato sRearà soggetto all’adesione ad un “percorso personalizzato di accompagnamento all’inserimento lavorativo e all’inclusione sociale”: i beneficiari dovranno iscriversi alla piattaforma dedicata alla ricerca di lavoro, svolgere una ricerca attiva del lavoro, accettare i percorsi di formazione. Le persone saranno obbligate ad accettare almeno una delle tre proposte di lavoro suggerite, mentre dopo 12 mesi di fruizione del sussidio bisognerà accettare la prima offerta  proposta dai Centri per l’impiego.

La denuncia della Cisl, i centri non sono pronti

«Ad oggi, – denuncia la CISL FP -, Centri per l’impiego abruzzesi non sono pronti ad assolvere a questo nuovo compito sia per mancanza di strutture tecniche sia per carenza di numero di dipendenti, che sono appena 163 unità su tutto il territorio regionale, rispetto una dotazione organica presumibile di circa 500 lavoratori. In Abruzzo è necessario affrontare con rapidità le problematiche strutturali e organizzative dei Cpi”.
“In prossimità di una scadenza come quella del 6 marzo i CPI sono collocati  in un “limbo” e lasciati senza punti di riferimento stabili sia sotto l’aspetto organizzativo che strumentale, – continua Vincenzo Traniello Segretario CISL FP  I Centri per l’impiego sono strutture pubbliche strategiche per un rilancio autorevole delle politiche attive del lavoro in una Regione come l’Abruzzo con un tasso di disoccupazione che si attesta intorno all’11%» .
«E’ urgente e necessario procedere a colmare  il gap rispetto alle risorse strutturali, agli strumenti ed alle azioni formative. Non si riescono a garantire i livelli essenziali delle prestazioni né per i cittadini, né per il personale in forza alla struttura regionale – continua il Segretario della CISL FP AbruzzoMolise – Manca un programma e un percorso formativo per gli operatori che dovranno seguire e dare risposte a coloro che avranno diritto al Reddito di cittadinanza. I Centri per l’impiego  ancora non si attrezzano adeguatamente per creare le condizioni minime di una struttura coordinata a livello regionale presente capillarmente sul territorio nell’erogazione e l’incrocio tra la domanda e l’offerta di lavoro. Esiste una forte disomogeneità tra i Centri per l’impiego che deve essere affrontata in maniera strutturale potenziando gli organici dei CPI, che negli ultimi anni hanno visto assottigliarsi, per effetti del mancato turnover, il numero del personale impiegato. Un rilancio dei Centri per l’Impiego non può prescindere da quelle professionalità che per anni sono state utilizzate nei centri per l’impiego delle province abruzzesi. Un’azione di recupero di queste competenze e professionalità potrebbe dare un impulso al rafforzamento strategico  del ruolo dei CPI nel’attuazione delle politiche attive del lavoro e nell’erogazione del reddito di cittadinanza».

«Chiediamo alla nuova Giunta Regionale e alla tecno struttura dirigenziale di porre in essere tutti gli strumenti normativi e organizzativi che in tempi brevi consentono di recuperare quei lavoratori precari che per anni sono stati utilizzati attraverso forme contrattuali diverse nei CPI. Un rilancio delle Politiche attive del lavoro non può prescindere da investimenti corposi sulle risorse umane e strutturali dei Centri per l’Impiego»

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