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Marianna Scoccia a Pausa Caffè, adesso lavoriamo insieme per il bene dell’Abruzzo

Intervista a Marianna Scoccia, ospite di Pausa Caffé. Sarà in Consiglio regionale dopo aver incassato 5257 preferenze nella lista Udc-Dc-Idea, in quota Udc.

Alla Pausa Caffè del Capoluogo.it, intervista a Marianna Scoccia, eletta in Consiglio regionale con 5257 preferenze.

Vuole lasciarsi alle spalle le polemiche della campagna elettorale e iniziare subito a «lavorare insieme per il bene dell’Abruzzo», Marianna Scoccia, eletta nella lista Udc-Dc-Idea (in quota Udc) che in provincia dell’Aquila ha ottenuto 10204 voti, raggiungendo la percentuale del 7,23 che ha permesso alla lista di eleggere un proprio rappresentante, a differenza delle altre province, dove è sempre rimasta sotto al 3% (0,50% a Pescara, 1,80% a Teramo e 2,20 a Chieti). Dei 10204 voti della lista nella provincia dell’Aquila, ben 5257 sono solo le preferenze per Marianna Scoccia, che si è così conquistata un seggio in Consiglio regionale.

La neo eletta consigliera (si aspetta la proclamazione ufficiale da parte della Corte d’Apello, che dovrebbe arrivare la settimana prossima) vuole lasciarsi alle spalle le polemiche della campagna elettorale e si è detta felice del risultato di tutta la coalizione, anche perché ritroverà sui banchi del Consiglio gli amici che con lei hanno iniziato l’esperienza politica in An: «Lo stesso presidente Marsilio, che non conoscevano direttamente – ha spiegato Marianna Scoccia al microfono del direttore Roberta Galeotti – era però sempre molto presente nei discorsi di noi giovani di An». E proprio per quanto riguarda Marsilio, la neo consigliera ha spiegato di averlo sentito telefonicamente e avergli confermato il suo appoggio.

Polemiche alle spalle, quindi, anche se la stessa Scoccia ha tenuto a ribadire che in fase di consegna liste non c’è stata alcuna “sveltina”, in quanto c’era l’accordo per cui ogni foza politica poteva inserire i propri candidati in lista e la sua proposta concordata con Cesa era conosciuta dagli altri esponenti politici, anche di coloro che poi si sono pubblicamente dissociati.

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