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Boom quota 100 in Abruzzo, nelle scuole si rischia grosso

1395 domande pervenute per Quota 100 in Abruzzo. Allarme dalla scuola: niente concorsi e graduatorie esaurite, come si sostituirà il personale in pensione?

Continuano ad arrivare senza sosta le domande dall’Abruzzo per Quota 100.

Quando mancano poco più di due settimane al termine, secondo i dati forniti dall’Inps dalla nostra regione sono arrivate quasi 1400 domande (400 in una sola settimana), a fronte di 40000 da tutta Italia.

La provincia di Chieti è quella dalla quale sono arrivate più richieste di pensione con Quota 100 (418), seguita da quella dell’Aquila (382), da Pescara (327) e infine Teramo (268), per un totale di 1.395 persone.

Un dato che allarma il mondo della scuola, visto che molti dei prepensionamenti con Quota 100 arrivano proprio da insegnanti e docenti.

Il punto è che in molti, giustamente e facendo valere i loro diritti, andranno in pensione: ma non ci sono graduatorie o concorsi per sostituirli. Sono stati assunti gran parte dei vincitori dei concorsi espletati e la stragrande maggioranza delle graduatorie provinciali dei precari sono esaurite, quindi a settembre i posti liberi per i pensionamenti non avranno aspiranti e dei nuovi concorsi annunciati per il 2019 non si ha ancora traccia.

La preoccupazione viene prefigurata da Davide Desiati, segretario generale Cisl scuola Abruzzo

A fronte di 433 domande di pensione di docenti ed ATA presentate nei termini previsti (dicembre 2018), l’ Ufficio Scolastico Regionale per l’Abruzzo ha comunicato alle organizzazioni sindacali che sono ben 4857 i possibili aventi diritto, dopo un monitoraggio svolto tra novembre e dicembre per acquisire dalle scuole gli elenchi del personale nato tra il 1952 ed il 1957.

Quota 100 rischia di produrre oltre 10 volte il numero di domande normalmente presentate e rischia di interessare mediamente ben il 25% del personale di ogni singola scuola.

E’ facilmente comprensibile che se in una scuola venisse meno il 25% del personale in un unico anno, sarebbe necessaria una profonda riorganizzazione interna ed una revisione del piano dell’offerta formativa, perché in pensione andrebbero ovviamente le risorse umane più esperte. Tutto questo ad iscrizioni già fatte, per cui verrà delusa l’aspettativa di alunni e famiglie per quella particolare offerta formativa e per quel particolare personale nella scuola.

Solo dopo il 28 febbraio si conoscerà l’entità effettiva del problema.

Quota 100, cosa prevede il provvedimento

Con la nuova riforma delle pensioni, circa 300.000 lavoratori potranno decidere di lasciare in anticipo il mondo del lavoro, favorendo così il ricambio generazionale.

L’articolo 14 del decreto legge approvato lo scorso 17 gennaio dal Consiglio dei Ministri specifica che i beneficiari di Quota 100 possono essere solo i lavoratori che abbiano compito i 62 anni di età e con almeno 38 anni di contributi versati.

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