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Anche l’orsa Peppina sui binari della Transiberiana foto

Segnalata la presenza dell'ormai celebre orsa Peppina sui binari della Transiberiana: il turismo slow che fa bene alla natura e all'economia

Segnalata la presenza dell’ormai celebre orsa Peppina sui binari della Transiberiana: il turismo slow che fa bene alla natura e all’economia.

E’ stata una corsa speciale, quella di domenica, della Transiberiana d’Italia.

Il treno storico che percorre la tratta Sulmona – Carpinone si è ritrovato a fare i conti con la presenza, segnalata dai responsabili della Riserva del Monte Genzano – Alto Gizio, dell’orsa Peppina insieme ai suoi tre piccoli proprio nei pressi dei binari.

L’avvistamento è avvenuto lungo il tratto tra Cansano e Pettorano sul Gizio: subito sono stati allertati i macchinisti e i vagoni hanno mantenuto un’andatura a velocità ridotta a tutela dell’orsa e dei suoi tre cuccioli.

Una collaborazione preziosa tra la Riserva, la Fondazione FS Italiane e l’associazione Le Rotaie, che ha sottolineato essersi trattato di una doverosa attenzione nei confronti dei padroni di casa.

L’orsa Peppina (F1.99) è il primo caso di orso marsicano con tre piccoli al seguito mai registrato al di fuori dei confini del Parco d’Abruzzo: è la fame a spingerla fuori dal Parco d’Abruzzo, fino a Pettorano sul Gizio.

Frequenti in passato le cronache dei suoi raid  in pollai nei centri abitati. «Stiamo facendo di tutto per allontanare Peppina dai centri abitati — spiegava a settembre a Il Corriere della Sera Antonio Di Croce, direttore della Riserva Monte Genzana e referente ministeriale per l’attuazione del Patom, il piano di azione per la tutela dell’orso bruno marsicano —. Operatori e volontari stanno intensificando da giorni gli sforzi per dotare gratuitamente tutti i residenti di Pettorano e zone limitrofe di recinzioni elettrificate a protezione dei piccoli allevamenti. Li stiamo consegnando porta a porta».

Sono 11 i cuccioli di orso marsicano contati nel 2018 nel Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, nati da almeno 4 femmine.

E’ il risultato del monitoraggio intensivo svolto da aprile. È stato possibile distinguere 4 unità familiari nel Parco: 3 femmine con 3 cuccioli e una femmina con 2 cuccioli. Le femmine si riproducono ogni 3 o 4 anni e non più della metà dei nati sopravvive al primo anno.
Nonostante la popolazione sia numericamente ridotta, la sua densità (3-4 orsi ogni 100 km quadri) è una tra le maggiori osservate. Poiché in caso di morte di una femmina adulta servono oltre 12 anni affinché un cucciolo femmina possa prenderne il posto, il Parco evidenzia la necessità di azzerare i casi di mortalità causati direttamente o indirettamente dall’uomo.

Anche la Transiberiana è finita sulle cronache nazionali e internazionali per gli splendidi paesaggi, soprattutto invernali, che il viaggio regala.

L’ultimo in ordine di tempo è lo splendido reportage di FranceInfo, che descrive e mostra l’incredibile fascino dell’Abruzzo interno.

 

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