IlCapoluogo.it - L'aquila News: notizie in tempo reale di Cronaca, Politica, Stefania Pezzopane, Massimo Cialente, Pierpaolo Pietrucci,Collemaggio, Pierluigi Biondi, Luigi D'Eramo

Venezuela, l’alba di una nuova nazione nel racconto di un italovenezuelano

Il punto di vista di un italovenezuelano, il racconto di un Paese disastrato dalle politiche socialiste che sogna un nuovo futuro con Juan Guaidò

In Venezuela, nel mio Venezuela degli anni ’70, la fame non era il problema…

di Ramses Iannucci*

«Sono un italo-venezuelano anzi, un venezuitaliano.. eh si, il paese dove nasci e vivi la prima fase della gioventù non lo si dimentica, ti rimane dentro, lo ami. Gioisci quando arriva l’oro olimpico di Yulimar Rojas e soffri quando vedi la gente di Caracas, di Valencia, di Maracaibo, Barquisimeto, ecc.. rovistare nei bidoni dell’immondizia alla ricerca di un po’ di cibo.. Fino a qualche anno fa neanche alla famiglia più povera è mai mancato il pane: 4 arepas ci sono sempre state sulla tavola di ogni casa del Venezuela! Per spiegare la triste e dolorosa situazione di oggi bisogna iniziare proprio da qui, dalle “arepas”, il pane dei venezuelani.. Una farina di mais bianco precotto (harina pan), mescolata con acqua e un pizzico di sale, produce delle pagnottelle da cuocere sulla griglia o al forno o fritte e che poi vengono farcite con formaggio, carne o quant’altro.. (i venezuelani vanno matti per la arepa “reina pepiada” ovvero con farcitura di pollo, avocado e maionese; ma ognuno ha la sua versione più o meno simile a questa). Oggi c’è la fame, fame nera! Dati ufficiali parlano di dimagrimenti medi di 11 chili in un anno per ogni venezuelano! Nel Venezuela di oggi, pseudo-socialista (Chávez, l’illuminato Presidente che ha governato dal 1999 al 2013, inneggiava al suo “socialismo del siglo XXI”), anti-imperialista, cubanizzata in tutto e incredibilmente affamata, spicca
l’assoluta povertà, l’insicurezza sociale, l’instabilità politica.
La Carta Magna del Venezuela precedente a Chávez e a Maduro era tra le più moderne del pianeta. Dalla
fine della dittatura del Generale Pérez Jiménez (23 gennaio 1958) abbiamo avuto vari Presidenti che si
alternavano in periodi di 5 anni ciascuno, governavano democraticamente e hanno permesso alla società di crescere mediante scelte politiche capaci di far evolvere il paese, portandolo tra i primi al mondo per ricchezza, pil, produttività, libertà e democrazia. Venezuelani, italiani, portoghesi, tedeschi hanno creato il Venezuela dal niente.. dagli anni ’30 agli anni ’90 l’evoluzione è stata esponenziale. E poi è arrivato lui, il salvatore della Patria, il Simón Bolívar del 2000, el caudillo moderno, il figlio dei Castro: Hugo Rafael Chávez Frías. E da lì in poi il baratro.
Nel 2013 Nostro Signore decide di toglierlo da questo Mondo e tutti noi abbiamo fatto un grande respiro di sollievo sperando nella elezione di un uomo nuovo che potesse risollevare le sorti già compromesse di un paese che ancora aveva chance di recupero. Ed invece arriva Maduro, autista di autobus, ignorante come la capra di Sgarbi, presuntuoso, corrotto, cattivo come solo gli ignoranti sanno essere! Nel giro di pochi anni mette in vendita il Venezuela e conclude affari personali miliardari con della brava gente proveniente da paesi raccomandabili tra cui Iran, Siria, Russia, Cina, Somalia, Cuba, Bolivia, ecc. Mediante decreti presidenziali fa chiudere più di 40 radio ed emittenti televisive non allineate col governo e costringe alla chiusura attività storiche quali, tra le tante, la Polar (produttrice di birra). Ma chiudono le saracinesche ogni giorno bar, macellerie, negozi, librerie, ristoranti, panetterie, maglifici, calzaturifici, fabbriche, ecc., ecc.. In Venezuela non si produce praticamente più nulla. L’inflazione non la si riesce più a calcolare, si passa dal 2400% al 10000% al 75000% in pochi giorni!
E non esistono più i colori vivaci d’un tempo, mescolate alle musiche caraibiche sempre presenti nelle
strade di ogni città.. tutto è grigio! Il Sebin (servizi segreti venezuelani) semina terrore, tortura, morte!
Tre milioni di miei conterranei stanno fuggendo nei paesi confinanti quali Colombia, Ecuador, Brasile, ma anche in Italia, Spagna ed altre nazioni europee dove qualche connazionale o parente possa ospitarli.
E in un caos come questo, come si fa a non appoggiare il Presidente dell’unico organismo ancora in mano all’opposizione e democraticamente eletto? Juan Guaidó ha giurato poche settimane fa come Presidente
dell’Assemblea Nazionale, il Parlamento venezuelano, e l’altro giorno, il 23 gennaio, ha convocato tutti i venezuelani ad occupare le strade e a manifestargli pubblicamente l’appoggio! Tutte le città del Venezuela hanno risposto! Le strade erano colme di manifestanti pacifici e vogliosi di un cambiamento impossibile da ottenere attraverso elezioni come quelle del maggio 2018 quando l’allora Presidente Maduro, verso la fine del suo primo mandato, ha anticipato le elezioni politiche classicamente svolte a dicembre, le ha vinte con il 70% dei voti ma in un clima politico in cui il broglio è evidente, palpabile, innegabile! La Costituzione venezuelana, in condizioni come quella che viviamo oggi, consente al Presidente del Parlamento di assumere la Presidenza del paese ad interim, e lo invita a convocare nuove elezioni. Pertanto Guaidó ha atteso la fine ufficiale del mandato di Maduro e si è autoproclamato Presidente dinanzi al popolo, quindi legittimamente. Ovviamente Maduro grida al golpe e in Venezuela in questi ultimi giorni scoppiano rivolte e scontri che ad oggi hanno già prodotto 25 morti, tanti feriti e centinaia di arresti.
Guaidó è stato riconosciuto Presidente dagli U.S.A., Brasile, Perù, Costa Rica, Paraguay, Argentina,
Colombia, Ecuador, Guatemala, e l’Unione Europea, mediante la voce della Mogherini, esprime la volontà di riconoscere Guaidó se entro pochi giorni non si terranno nuove e legittime elezioni presidenziali. Il
Consiglio di Sicurezza dell’ONU oggi ha chiesto nuove elezioni entro 8 giorni.. ovviamente c’era da aspettarsi il veto della Cina e la contrarietà della Russia.
In Venezuela c’è sempre stato lo ius soli e quindi la mia nazionalità nessuno potrà mai togliermela… Nel
frattempo, però, ci stanno portando via il nostro Paese… Speriamo bene… Viva Venezuela!!»

*Ramses Iannucci, ingegnere e professore

X