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Presa la banda delle caldaie, cinque arrestati e un ricercato foto

Furti nelle case appena ricostruite post sisma, obiettivo principale le caldaie: i Carabinieri sgominano banda composta da cittadini rumeni

Operazione Reconstruction, a L’Aquila sgominata la banda delle caldaie: cinque misure cautelari (due in carcere e tre ai domiciliari) per altrettanti cittadini rumeni che avevano costituito un’associazione finalizzata ai furti di caldaie e altre attrezzature da abitazioni appena ricostruite e cantieri edili del centro.

Il materiale veniva rivenduto al mercato nero di Roma.

Una caldaia da 4/5mila euro, rubata in qualche casa appena ricostruita del centro storico (ma non solo) dell’Aquila, veniva rivenduta a circa mille euro, dopo “opportuna pubblicità” che veniva effettuata attraverso messaggi WhatsApp.

furti di caldaie in centro
furti di caldaie in centro
furti di caldaie in centro
furti di caldaie in centro

In cinque, tutti cittadini rumeni già noti alle forze dell’ordine, sono così finiti nel mirino dei Carabinieri che, dopo una scrupolosa attività di indagine, nella notte di mercoledì 23 gennaio, li hanno arrestati su disposizione della Procura, che ne ha condiviso le risultanze investigative.

I dettagli dell’operazione sono stati resi noti in conferenza stampa dal maggiore Luigi Balestra, comandante della Compagnia carabinieri dell’Aquila, e dal tenente Maximiliano Papale, comandante del Nucleo Operativo e Radiomobile della stessa Compagnia.

Come spiegato dal maggiore Balestra, i ladri avevano messo appunto un’articolata strategia per non essere scoperti.

I furti, infatti, erano tutti preceduti da un’accurata attività di sopralluogo finalizzata all’individuazione delle abitazioni da derubare, tutte accomunate da un minimo comune denominatore: abitazioni ristrutturate in seguito al sisma del 2009 e non ancora abitate dai legittimi proprietari.

Questa scelta permetteva loro di agire indisturbati all’interno delle abitazioni, senza correre il rischio di essere sorpresi dal rientro dei proprietari. Una volta all’interno, i malviventi asportavano principalmente le caldaie, tutte appena installate e non ancora utilizzate. Questa particolare scelta era dettata dalla facilità di rimpiazzare le caldaie ottenendo ottimi corrispettivi in denaro. Le caldaie venivano poi rivendute, nel territorio laziale, al prezzo di circa mille euro su un valore commerciale di 4/5 mila euro. Nel corso dei raid, i ladri hanno asportato anche numerosi punti luce, impianti elettrici e impianti di domotica.

Oltre a 12 furti di questo tipo, all’organizzazione sono imputati anche numerosi furti all’interno dei cantieri della ricostruzione, da cui sottraevano attrezzature e materiali costosi, oltre a 9 episodi di ricettazione e 3 furti d’auto commessi nel Lazio. Come spiegato dal tenente Papale, le auto, a cui erano state apposte targhe di cui era stata fatta denuncia di smarrimento, erano utilizzate per i furti.

Le indagini sono partite da un tentativo di furto alla Coop di Scoppito, avvenuto il 30 dicembre 2017, quando i malviventi, dopo essersi introdotti all’interno dell’esercizio commerciale tramite “spaccata”, hanno tentato di portar via la cassaforte, con una corda che però si è spezzata.

Nel frattempo, l’arrivo dei Carabinieri li ha messi in fuga.

Dalle immagini di videosorveglianza, però, gli investigatori hanno riconosciuto una persona che, per caratteristiche e movenze, era riconducibile a un individuo già noto alle forze dell’ordine. L’analisi dei tabulati telefonici ha confermato la presenza del soggetto nel luogo e nell’ora in cui era avvenuto il tentativo di furto. Da lì l’intensa attività di indagine – ancora in corso – che ha portato all’arresto dei 5 cittadini rumeni, due arrestati a L’Aquila, 2 a Roma e uno ad Abbiategrasso, in provincia di Milano. I provvedimenti sono stati eseguiti in collaborazione con i carabinieri delle Compagnie di Pescara, Ostia e Abbiategrasso. I due arrestati all’Aquila sono stati tradotti presso il carcere “Le Costarelle”, tutti gli altri sono sottoposti al regime degli arresti domiciliari presso le rispettive abitazioni. Risulta tutt’ora irreperibile e attivamente ricercato un sesto indagato.

L’attività svolta dai carabinieri conferma l’attenzione al controllo del territorio, che però necessita anche della collaborazione di tutti i cittadini.

Da qui l’appello del comandante Balestra: “Impegniamo uomini e mezzi a disposizione per una vasta area, ma per un controllo partecipato del territorio occorre che i cittadini ci forniscano le informazioni che possono permetterci migliori risposte”.

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