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Terremoto Alto Aterno, anno zero della ricostruzione

Sono passati due anni dal terremoto del 18 gennaio 2017 che ha cambiato il volto dei comuni dell'Alto Aterno, ma la burofollia blocca ancora la ricostruzione.

18 gennaio 2017 – 18 gennaio 2019, in due anni non si possono chiedere miracoli, ma di ricostruzione proprio non si parla nell’Alta Valle Aterno. A Campotosto, così come a Montereale e negli altri comuni.

«Speranza? Il sentimento che si respira qui è piuttosto di rassegnazione, ma non è giusto. In una condizione di stallo come questa, la rassegnazione è un sentimento bruttissimo, qui c’è proprio da cambiare passo, girare pagina, abbiamo bisogno di risposte concrete. Di chiacchiere se ne fanno tante, se ne sono fatte anche troppe, da parte di tutte le forze politiche, noi abbiamo bisogno di risposte e subito».

A due anni dal terremoto, parlare di ricostruzione è un miraggio nell’Alta Valle Aterno, così come racconta ai microfoni del Capoluogo.it il sindaco di Montereale, Massimiliano Giorgi [CLICCA QUI per l’intervista video dell’anno scorso].

Campotosto terremoto 2017 alta valle dell'aterno
Campotosto terremoto 2017 alta valle dell'aterno

(Campotosto, foto Baiocchetti)

«Tra la grande nevicata e il terremoto – ricorda il sindaco – la prima sensazione è stata di impotenza, ma insieme alle forze dell’ordine ci siamo subito attivati per i soccorsi». Fortunatamente non si sono registrati feriti, ma i danni sono stati ingenti: «Abbiamo tra il 60 e il 70% di abitazioni inagibili». Da allora, però, nulla si è mosso e non è solo Montereale a trovarsi in questa situazione di stallo: «Sto rientrando (ieri sera, ndr) da un incontro a Camerino con tutti i sindaci, i problemi che abbiamo noi sono gli stessi in tutte le regioni e in tutti i 138 comuni coinvolti. Sicuramente faremo fronte comune e non è esclusa una manifestazione».

Campotosto terremoto 2017 alta valle dell'aterno
Campotosto terremoto 2017 alta valle dell'aterno

(Campotosto, foto Baiocchetti)

Per quanto riguarda le richieste alla politica, poche e semplici: snellire le pratiche e ridare ai sindaci un minimo di voce in capitolo. «Oggi per quanto riguarda la ricostruzione siamo a zero, non è stata autorizzata nemmeno una pratica. Gli uffici per la ricostruzione hanno rilasciato una ventina di provvedimenti per immobili con danni lievi, figuriamoci quanto ci vorrà per quelli che hanno bisogno di più attenzione. Chiediamo uno snellimento nelle procedure e che i sindaci riprendano il proprio ruolo. Stanno decidendo il futuro dei nostri territori, non possono tenere fuori chi rappresenta i cittadini di quegli stessi territori, siamo esclusi da qualsiasi cabina di regia».

Ci avevano provato le donne, con la marcia del 18 novembre da Campotosto a L’Aquila; 10 ore a piedi, al freddo e sotto la neve. A breve probabilmente ci riproveranno i sindaci con un’altra manifestazione a chiedere soluzioni veloci e concrete per evitare che i comuni dell’Alta Valle dell’Aterno diventino paesi fantasmi. Oggi, però, è difficile essere ottimisti. Sono passati due anni dal terremoto del 18 gennaio 2017, ma la ricostruzione è ancora all’anno zero.

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