IlCapoluogo.it - L'aquila News: notizie in tempo reale di Cronaca, Politica, Stefania Pezzopane, Massimo Cialente, Pierpaolo Pietrucci,Collemaggio, Pierluigi Biondi, Luigi D'Eramo

VerdeAqua chiusa, molti ragazzi lasciano il nuoto

Molti ragazzi, stremati dalle difficoltà logistiche legate alla chiusura di VerdeAqua, stanno smettendo di praticare il nuoto. La lettera delle famiglie

Molti ragazzi, stremati dalle difficoltà logistiche legate alla chiusura di VerdeAqua, stanno smettendo di praticare il nuoto.

È la conseguenza denunciata dalle famiglie, la peggiore sicuramente, dell’affaire VerdeAqua, chiusa di fatto dallo scorso 10 ottobre per una fuga di cloro il giorno dopo arrivò il pronunciamento del Consiglio di Stato, che ha posto la parola fine alla gestione in essere.

È stato nominato pochi giorni fa con una delibera dirigenziale l’ingegner Antonello Bottone come consulente dal Comune: a lui spetterà  il compito di quantificare la tipologia e i costi degli interventi per ottenere le certificazioni necessarie alla riapertura dell’impianto di Santa Barbara. I tempi si preannunciano di certo non immediati.

Nel frattempo i giovani (e le loro famiglie) si trovano a fare i pendolari e in molti purtroppo mollano.

Per questo le famiglie degli atleti frequentanti la società 99 Sport hanno scritto una lettera al sindaco, nella quale spiegano le difficoltà che stanno cercando di affrontare

 

Egregio Sig. Sindaco,

le sconfortanti notizie relative all’immediato futuro dell’impianto sportivo di Santa Barbara inducono noi genitori degli atleti tesserati con la ASD 99Sport L’Aquila, società fruitrice, fino allo scorso 10 ottobre scorso, della piscina annessa all’impianto, a rivolgerci a Lei direttamente, in qualità di primo cittadino, per informarla delle difficoltà quotidiane che le decisioni prese dalla Sua amministrazione, riguardo alle modalità di riapertura della struttura, arrecano alle nostre famiglie ed ai nostri figli, confidando nella Sua sensibilità alle problematiche che di seguito andremo ad esporre.

Seppure compiaciuti dell’attenzione manifestata dalla corrente amministrazione nei confronti della sicurezza dell’impianto sportivo di S. Barbara, siamo preoccupati per il futuro delle attività natatorie nella nostra città, che da sempre soffre della carenza di strutture adeguate.

Infatti, alla chiusura repentina dell’edificio situato in via S. Sisto non è seguito alcun piano alternativo e d’emergenza, sebbene da più parti richiesto, per ricollocare gli atleti, i lavoratori e l’intera utenza. Sentiamo, pertanto, di doverci impegnare affinché ai nostri ragazzi sia garantito il proseguimento dello sport che praticano da anni, sollecitando la ricerca di una soluzione condivisa tra le società di nuoto, il gestore dell’altro impianto natatorio (anch’esso di proprietà pubblica) e l’amministrazione, affinché tutti i giovani atleti aquilani impegnati nel nuoto siano trattati con pari diritti e dignità.

Il nuoto è una disciplina sportiva molto amata in città e l’impatto della cessazione delle attività a S. Barbara sugli atleti e le loro famiglie è stato grave. Da un punto di vista pratico i ragazzi appartenenti alle categorie superiori, quelli di età superiore ai 12 anni, sono costretti al pendolarismo tra le piscine del comprensorio comunale, disponibili ed ospitali ma troppo piccole per le esigenze del nuoto agonistico, e gli impianti siti in altre località della provincia (Avezzano, Sulmona, Popoli), che, essendo distanti o non adeguatamente collegati con i mezzi pubblici, non consentono ai nostri figli di organizzarsi e muoversi in maniera autonoma, con il risultato di dover essere sempre accompagnati. Gli spazi concessi presso la piscina comunale sono quasi esclusivamente nella fascia oraria 20:30-22:00 e alla lunga stanno minando il benessere psicofisico dei nostri figli. Questo orario non è idoneo per l’allenamento agonistico ma soprattutto non consente ai ragazzi l’adeguato riposo serale e notturno necessario e propedeutico ai loro impegni scolastici.

Insostenibile anche la situazione degli agonisti più giovani, quelli appartenenti alla categoria “Esordienti” di età compresa tra 8 e 11 anni. A loro sono stati destinati spazi in orario scolastico pomeridiano e molto spesso noi genitori siamo costretti a riprenderli prima da scuola per consentir loro di portare avanti la loro attività sportiva. Gli allenamenti per questi giovanissimi sono di 45 minuti (durata inferiore a quella di un corso di scuola nuoto), in corsie affollate da 15/20 atleti, con accanto spazi acqua totalmente inutilizzati.

Come genitori abbiamo cercato di affrontare con un atteggiamento positivo l’attuale momento di difficoltà, così come tutte le criticità vissute negli anni scorsi, sia procurate dalla passata gestione dell’impianto, sia causate dal declino della struttura. Abbiamo giornalmente accompagnato i nostri figli in piscina con dedizione ed ottimismo, con qualunque condizione atmosferica, in orari talvolta scomodi, percorrendo le grandi distanze dalle periferie dell’attuale città diffusa, convinti che lo sport, praticato con passione, veicoli valori di grande interesse per la crescita equilibrata dei ragazzi. Ora, tuttavia, ci sentiamo scoraggiati, poiché riteniamo che i nostri figli subiscano un grande torto, in quanto al danno causato dalla cessazione delle attività a S. Barbara si aggiunge la beffa di veder loro precluso l’accesso alla piscina comunale Ondina Valla negli orari adatti all’allenamento agonistico, come se essi non avessero gli stessi diritti di nuotare dei coetanei delle altre associazioni sportive.

Tutti gli impianti comunali rappresentano una risorsa dal valore inestimabile per l’intera popolazione e dovrebbero essere a disposizione di tutti gli atleti in egual misura. Invece il messaggio che attualmente giunge è che non bastano l’impegno ed il sacrificio quotidianamente compiuti a far valere un diritto.

Come conseguenza tanti ragazzi stanno abbandonando il nuoto, o perché stanchi e sfiduciati, o perché le famiglie non sono in grado di sostenere i ritmi ed i costi degli attuali allenamenti.

È una sconfitta per la società di nuoto, per i genitori, ma soprattutto per la collettività e per le istituzioni, che assistono passivamente alla dissipazione di un patrimonio sportivo di ottimo livello, rappresentato da un centinaio di giovani atleti agonisti, a cui la disciplina dello sport ha insegnato il valore del sacrificio ed a cui il nuoto ha dato tanto in termini di ricompense sportive.

In conclusione, come genitori e cittadini esortiamo Lei, caro Sindaco, a tutelare lo sport all’Aquila in tutte le sue forme e, in particolare, a sostenere i nostri figli che chiedono solo di continuare a coltivare la propria passione al pari di tutti gli altri atleti, del nuoto e non, della nostra città. Sono ragazzi che, come tanti, dedicano quotidianamente tempo alla scuola ed allo sport e per i quali quest’ultimo è un diritto che Lei, signor Sindaco, ha l’onere e l’onore di garantire. Chiediamo un gesto di saggezza Suo e della Sua amministrazione per una soluzione rapidissima del problema spazio-acqua ed attendiamo un atto di concreta solidarietà sportiva da parte di quanti potrebbero permettere ai nostri figli di praticare lo sport serenamente in città. Restiamo in attesa di una risposta positiva che ci faccia essere fieri di appartenere a questa comunità. Chiudiamo questa nostra nota ricordando a Lei e a noi stessi un passo del suo programma elettorale:

“La ricostruzione e la rinascita dell’Aquila città-territorio hanno bisogno di una corretta amministrazione che superi la conflittualità permanente e persegua esclusivamente gli interessi comuni… La nostra Agenda – frutto di incontri e confronti con i cittadini e con il contributo di tutti quanti hanno a cuore la sorte della Città – è ispirato non solo alla credibilità, ma anche alla responsabilità, valori questi che dovrebbero muovere l’azione di ogni singolo amministratore e che noi vorremmo reintrodurre all’interno del Palazzo di Città.” (Il Programma di mandato 2017-2022, www.comune.laquila.it)

 

X