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L’Aquila, Campionati nazionali universitari a rischio

Presidente Cus, Bizzarri: "sono perplesso, Pietrucci disponibile, ma in bilancio non ci sono fondi. Lettera a Lolli senza risposta. Solo Comune L’Aquila ha fatto sua parte”

Campionati nazionali universitari a L’Aquila, Bizzarri: “evento a rischio, Regione Abruzzo e Ateneo non hanno mantenuto promesse”

 

Presidente Cus, Bizzarri: “sono perplesso, Pietrucci disponibile, ma in bilancio non ci sono fondi. Lettera a Lolli senza risposta. Solo Comune L’Aquila ha fatto sua parte”

 

“La Regione e l’Università dell’Aquila non hanno mantenuto fede alle promesse fatte e oggi i Campionati nazionali universitari dell’Aquila sono a rischio. Siamo in grosse difficoltà”.

A lanciare l’allarme è il presidente del Cus (Centro universitario sportivo) del capoluogo abruzzese, Francesco Bizzarri, responsabile dell’organizzazione della rassegna sportiva nazionale in programma dal 18 al 26 maggio 2019.

Nel Bilancio approvato in extremis il 31 dicembre scorso, infatti, “non compare la voce relativa ai Campionati”, nonostante l’impegno preso con i vertici nazionali del Centro universitario sportivo italiano (Cusi) e con lo stesso Bizzarri, che si dice “perplesso”, perché “in questo caso la grande manifestazione sarà a rischio”. Finora solo il Comune dell’Aquila “ha fatto fino in fondo la sua parte”.

«Avevamo scritto a Luciano D’Alfonso, allora governatore della Regione Abruzzo, poi, quando ha dato le sue dimissioni per andare a fare il senatore a Roma, abbiamo scritto al presidente vicario, Giovanni Lolli, ma ad oggi non abbiamo ricevuto riposta» spiega ancora il presidente del Cus.

Bizzarri, che al momento si trova ai Campionati invernali nel comprensorio sciistico del Civetta, in provincia di Belluno, spiega ancora di aver avuto soltanto degli accordi verbali con il consigliere regionale aquilano Pierpaolo Pietrucci, molto disponibile ma definito “delegato senza portafoglio”.

«Non posso aspettare che si insedi la nuova Giunta, non possiamo permetterci di aspettare marzo, perché nell’eventualità di un passo indietro del capoluogo, dobbiamo dare modo a un altro Cus di potersi organizzare» sottolinea il presidente del Cus.

La notizia del possibile ritiro della candidatura dell’Aquila come sede per i Campionati universitari, arriva a 27 giorni dalle prossime elezioni regionali, in programma il 10 febbraio: Bizzarri, rivolgendosi a tutti i candidati, dice ironicamente: «Volendo fare una battuta potrei dire che metto a disposizione i voti del Cus, che registra oltre mille ingressi quotidiani. Tra l’altro trovo assurdo che Enzo Imbastaro, presidente del Coni regionale abbia presentato la propria candidatura, non mi interessa con quale partito, ma è una questione di etica, si sarebbe dovuto dimettere.»

Sui Campionati, però, a mantenere la parola data è stato il Comune dell’Aquila: «La scorsa settimana con un grosso sforzo dell’assessore allo Sport Alessandro Piccinini e di tutto il suo staff, che ringrazio, il Comune ci ha messo a disposizione 50 mila euro, più tutto il necessario, come per esempio panchine, tribune, palchi e tutte le strutture comunali, raggiungendo in questo modo la cifra promessa di 100 mila euro”, conclude Bizzarri, che auspica “una risoluzione in brevissimo tempo.»

 

Pietrucci bolla come “bassezze da campagna elettorale” le parole di Bizzarri.

Spiega così: «nessuno ha per tempo richiesto tramite il necessario atto amministrativo (una richiesta formale) le necessarie risorse ripartite tra enti per l’organizzazione dei Campionati nazionali universitari all’ente regionale.  È mancata dal Comune persino una semplice lettera, è mancata la presenza istituzionale alle riunioni (ne ricorderà certamente il presidente Bizzarri una fondamentale con il presidente nazionale del Credito sportivo Andrea Abodi a cui si presentò solo un funzionario, il geometra Tarquini, e per giunta perché sollecitato da me), quel Comune che spende fior di quattrini del Cipe per tanti eventi anche meno importanti non è stato in grado di fare un business plan e una ripartizione per un evento così centrale per la nostra città. Non c’è un cronoprogramma: sulla base di quali esigenze numeriche la Regione avrebbe dovuto erogare fondi?»

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