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Legnini e l’agenda dei nomi, strumentalizzazioni su vicenda chiusa

Magistrati arrestati in Puglia e quel nome sull'agenda dell'imprenditore accusato di corruzione, Legnini: "Attacco strumentale su vicenda già chiarita".

Dopo l’arresto di due magistrati pugliesi, a seguito delle indagini sull’imprenditore Dagostino e sulle sue agende nelle quali appariva anche il nome di Legnini, il candidato alla presidenza della Regione precisa: «Tutto già chiarito, vicenda chiusa».

«L’attacco che mi viene rivolto dalla Lega abruzzese e dal Movimento 5 Stelle è chiaramente strumentale». Così il candidato alla presidenza della Regione Abruzzo, Giovanni Legnini, dopo il lancio dell’Ansa, riportato anche da questa testata, rilanciato da diversi esponenti politici. «Non c’è alcuna grana che mi riguardi – precisa Legnini – e a scriverlo è lo stesso Giudice delle indagini preliminari nell’ordinanza di arresto di due magistrati pugliesi. Legnini, annota il Gip nell’ordinanza pubblicata oggi dall’Ansa, “non era previamente informato o comunque a conoscenza” della presenza di uno dei due Giudici indagati e del suo amico imprenditore alla cena alla quale ero stato invitato. E se avessi saputo della loro presenza, certamente non sarei andato a quella cena privata con 30 persone a casa di un mio ex collaboratore. Peraltro, come risulta dagli atti di indagine, trattai con molta freddezza il magistrato in questione, nei cui confronti pendeva un procedimento disciplinare, proprio perché irritato dal suo tentativo di avvicinarmi. Ciò riferii quale testimone alla Procura di Firenze che stava svolgendo le indagini. La vicenda, per quel che mi riguarda, si è chiusa lì. Si tratta di una notizia vecchia, già nota e chiarita sette mesi fa ed ora la Lega intende cavalcarla e strumentalizzarla solo per ragioni elettorali, non avendo altro cui aggrapparsi, logicamente anche il Movimento 5 Stelle si è accodato e questo si commenta da sé».

«Le smentite e le prese di distanza di facciata che leggiamo sui canali social di Legnini – ha poi commentato Sara Marcozzi, candidata presidente del M5S – non bastano più a nessuno. Ascoltare da un ex Vicepresidente del CSM una serie continua di ‘Io non sapevo’, ‘Se avessi saputo non sarei andato’, ‘Sono stato freddo nei loro confronti’, sono scuse frettolose e maldestre. La difficoltà evidente di Legnini si palesa quando tenta affannosamente di sminuire una notizia rilanciata da tutte le agenzie di stampa spacciandola per un attacco dei suoi avversari politici».

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