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Trappola Udc, attacco di quorum

Dopo le polemiche per le candidature di Scoccia e Olivieri in quota Udc, i centristi si riorganizzano per far fronte alla campagna elettorale.

Dopo la polemica politica seguita alle candidature in quota Udc di Marianna Scoccia e Mario Olivieri, Idea e Dc vanno avanti con la campagna elettorale, ma a questo punto potrebbe essere il quorum a mettere fuorigioco le candidature “indesiderate”. Ma anche tutte le altre.

«L’Udc è fuori dalla coalizione», parole inequivocabili quelle del candidato presidente del centrodestra, Marco Marsilio, a margine della presentazione delle liste, quando – tra lo stupore più o meno generale – sono spuntati i nomi di Marianna Scoccia, moglie di Andrea Gerosolimo – e Mario Olivieri – per quanto notoriamente “critico”, ma pur sempre componente dell’ex maggioranza di centrosinistra – nella lista di Udc/Idea/Dc presentata sabato scorso a sostegno del candidato di centro destra Marco Marsilio. Dito puntato contro l’Udc, quindi, mentre Idea, il movimento del senatore Gaetano Quagliariello, considerata “parte lesa”, in quanto all’oscuro della manovra degli alleati, rimane in corsa e alleata del centrodestra, seppur “in compagnia” sgradita dal punto di vista politico. A questo punto però, a mettere i bastoni tra le ruote alle candidature di Scoccia e Olivieri potrebbe essere lo sbarramento del quorum.

Udc, Cipolloni e Cosimati in campo per forza.

In provincia dell’Aquila, la mossa dell’Udc ha provocato la reazione dei due “pezzi da novanta” del partito, Lino Cipolloni e Iride Cosimati, che hanno richiesto la cancellazione della candidatura, proprio per quella mossa che evidentemente non è stata concertata nemmeno coi candidati (almeno non tutti). Il Tribunale dell’Aquila, però, ha rigettato l’istanza con la quale i due candidati avrebbero voluto fare un passo indietro. Restano quindi in campo entrambe le candidature, così Cipolloni e Cosimati dovranno scegliere se fare ricorso contro la decisione del tribunale; disimpegnarsi dalla campagna elettorale, nonostantei i loro nomi compariranno e si potranno comunque votare; “dirottare” i propri voti a favore di un altro candidato, cercando di sbarrare la strada alla “indesiderata” Marianna Scoccia, che dal canto proprio ha annunciato che non si tirerà indietro: «Diciamo la verità, mi stanno attaccando perché sono la moglie di Gerosolimo. Un attacco vile, razzista sessista e provocato solo dall’invidia. Un veto violento, perché la Lega aveva bisogno di essere coerente e non candidare nessuno che avesse amministrato con il centrosinistra. Benissimo! E allora sfido chiunque a dimostrarmi quando mai l’ho fatto. Su di me si possono fare tutte le ricerche del caso ma Il mio nome non si troverà mai in nessuna lista di centro sinistra. Invece nelle liste del centrodestra ci sono tantissimi candidati che da sinistra sono passati a destra… E di certo non sono io. […] Ovviamente non per questo mi arrendo. Continuerò a lavorare per la mia terra, per il mio popolo per il mio Abruzzo con più forza e coraggio di ieri».

Problema analogo nella provincia di Chieti, per la presenza in lista di Mario Olivieri, ex consigliere di maggioranza di centrosinistra, che si era pubblicamente “dissociato” dal governo D’Alfonso, ma questo non è bastato per risparmiargli il veto della Lega e poi di tutta la coalizione. «Se non mi vogliono, me ne vado» aveva detto Olivieri ai microfoni di zonalocale.it, dopo le dure parole di Marsilio, ma di questa mattina è un suo comunicato stampa (al telefono risulta irraggiungibile) in cui dichiara: «Mi impegnerò nella prossima legislatura regionale a battermi con maggiore forza contro la burocrazia e le lungaggini amministrative che nell’ultimo quinquennio hanno danneggiato l’Abruzzo». Insomma, anche Olivieri sembra ancora in corsa.

Idea in campo per i suoi candidati.

Se i candidati dell’Udc sono considerati fuori dalla coalizione, pur rimanendo in lista, i candidati di Idea possono continuare la campagna elettorale, non essendo direttamente interessati dalla discussa vicenda politica. Lo stesso senatore Gaetano Quagliariello aveva parlato di una «imboscata inaccettabile», in riferimento all’inserimento all’ultimo momento dei nomi di Scoccia e Olivieri: «Ho sempre detto pubblicamente che ritenevo ingiustificati i veti posti dalla Lega alle candidature di Olivieri e Scoccia: in particolare quest’ultima ha una personalità che, per civiltà, non può essere considerata assorbita da quella dell’uomo che ha sposato. Ritengo però che, a una scelta sbagliata, non si risponda con una imboscata, soprattutto se questa viene compiuta tradendo un accordo con il candidato presidente e senza che gli alleati della stessa lista ne siano messi al corrente». Ad ogni modo, le posizioni dei candidati di Idea, contrariamente con quanto accaduto per quelli dell’Udc, non sono stati oggetto degli strali degli alleati di centrodestra, per cui la campagna elettorale può proseguire più o meno tranquillamente su Pescara, Teramo e Chieti, mentre su L’Aquila bisognerà prima capire come evolveranno le posizioni di Cipolloni e Cosimati e se alla fine prevarrà “l’attacco al quorum” o la partita si giocherà sulle preferenze.

L’imboscata.

È stata definita in molti modi, imboscata, sveltina, tradimento. La manovra imputata all’Udc, coordinata a livello regionale da Enrico Di Giuseppantonio, secondo alcuni con l’avallo dei livelli nazionali, si è compiuta in sede di presentazione delle liste, quando invece della lista concordata, l’Udc avrebbe cambiato le carte in tavola, inserendo i nomi di Scoccia e Olivieri, al posto di altri suoi candidati concordati con la coalizione. Il cambio in corsa ha determinato un’anomalia politica di non poco conto. Nonostante Marsilio abbia di fatto cacciato l’Udc dalla coalizione di centrodestra, i suoi candidati resteranno in lista e “votabili”. Voti che comunque contribuiranno al risultato complessivo dello stesso Marsilio, in che percentuale si saprà solo dopo le elezioni. Intanto, a vario titolo, restano tutti a bordo.

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