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Farmaco antitumorale sviluppato con UNIVAQ e UNICH

Un nuovo potenziale farmaco antitumorale è stato sviluppato dalla Mediapharma S.r.l. in collaborazione con l’Università dell’Aquila e l’Università G. D’Annunzio di Chieti.

Un nuovo potenziale farmaco antitumorale è stato sviluppato dalla Mediapharma S.r.l. in collaborazione con l’Università dell’Aquila e l’Università G. D’Annunzio di Chieti.

 
Lo studio, pubblicato su Journal of Controlled Release, descrive l’efficacia terapeutica di un prodotto appartenente alla classe di farmaci a bersaglio molecolare noti in inglese come “Antibody Drug Conjugate (ADC)”.

Questi farmaci sono ottenuti legando potenti composti antitumorali ad anticorpi in grado di riconoscere selettivamente le cellule tumorali. I ricercatori hanno sviluppato un innovativo tipo di ADC diretto contro una proteina rilasciata dalle cellule tumorali, la Gal-3BP.

Questa proteina, secreta in quantità molto elevate dalle cellule cancerose ma non da quelle normali, si accumula nell’ambiente esterno al tumore favorendone la crescita, inducendo processi di invasione e neo-vascolarizzazione.

La nuova ADC, di nome 1959sss/DM3, ha dimostrato una potente attività antitumorale, curando il 90% dei tumori umani, quali il melanoma, inoculati in topi immunotolleranti.

Anche gli studi preliminari sulla tossicità hanno dato risultati favorevoli.

La Gal-3BP è prodotta dalla maggior parte dei tumori umani e potrebbe quindi rappresentare un bersaglio ideale in diverse patologie oncologiche, anche rare come il neuroblastoma, un tumore pediatrico assai aggressivo e privo di cure efficienti.

I nuovi risultati relativi all’efficacia della nuova ADC sul neuroblastoma saranno presentati in anteprima all’Annual Meeting dell’AACR
(American Association for Cancer Research) che si terrà ad Atlanta, USA, il prossimo aprile.

Mediapharma srl è una biotech nata come spin-off dell’Università G. D’Annunzio di Chieti fondata dal Prof Stefano Iacobelli, ex Direttore della Clinica Oncologica dell’Ospedale SS Annunziata di Chieti.

Lo studio è il frutto della collaborazione tra il team di ricercatori dell’Università degli Studi dell’Aquila guidati dal Prof. Rodolfo Ippoliti e dal Prof. Francesco Giansanti, primo autore dello studio insieme alla Dr. Emily Capone, e quello dell’Università di Chieti coordinato dal Dr. Gianluca Sala, assegnista di ricerca presso il Laboratorio di Biochimica del Cesi-MET diretto dal Prof. Vincenzo De Laurenzi.

Lo studio è stato parzialmente finanziato da AIRC (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro).

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