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Nonostante Marsilio

Benigno D'Orazio: "Distacco siderale tra Salvini e Marsilio. In Abruzzo ci penserà la Lega, con Marsilio che avrà funzione poco più che rappresentativa".

La riflessione di Benigno D’Orazio (FdI), presidente di Ambiente e/é vita, a margine della visita di Salvini a L’Aquila per lanciare la candidatura di Marco Marsilio.

«A quanti come me – scrive D’Orazio – chiedevano come fosse possibile conciliare le posizioni da sempre federaliste ed autonomiste della Lega con la scelta di un candidato romano, Salvini ha risposto con il dire e con il fare durante la sua visita in Abruzzo.

«Con il dire: ha proposto l’autonomia dell’Abruzzo da Roma, alla pari di Lombardia e Veneto. Ciò significa maggiori opportunità ma anche la necessità di un cambio di rotta di una Regione che non deve piangersi addosso ma seguire da subito gli esempi virtuosi che vengono dal nord.  Con il fare: ha mostrato un distacco siderale con Marsilio e le scelte romane, scelte che ha accettato suo malgrado solo per salvare la coalizione (emblematico un video girato a Chieti dove il candidato presidente deve aspettare decine di selfie di Salvini con i suoi fans, prima di potergli stringere la mano). In pratica ha fatto capire che all’Abruzzo ci penserà la Lega mentre Marsilio avrà una funzione poco più che rappresentativa. Stile Conte in risposta alle critiche grilline; stile Falconio tanto per ricordare un esempio al centro-sinistra. Per completare il tutto sarebbe forse necessaria l’indicazione da subito di un vice-presidente fortemente radicato in Abruzzo in grado di superare, anche nell’immaginario collettivo, la scelta romana.

«Infine Salvini ha fatto chiaramente capire che il vero avversario é Legnini, non la Marcozzi. Pensa che lega supererà da sola i consensi dei cinque stelle, mentre dovrà affrontare la competizione dì un centro-sinistra rianimato da una candidatura forte ed autorevole come quella dell’ex vice-presidente del CSM ( che non si sarebbe mai proposto senza la designazione di Marsilio – politico che stimo ed apprezzo sul piano personale ma che non c’entra nulla con l’Abruzzo). Salvini ha fiutato il pericolo ed ha deciso di tornare in Abruzzo insieme ad una folta rappresentanza del partito per vincere la competizione elettorale, competizione improvvisamente fattasi meno agevole grazie agli errori degli alleati.  Indubbiamente Salvini ha risposto da par suo, con finezza ed acume politico, scuotendo le anime degli elettori e dei rappresentanti del Centro-Destra».

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