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L’Aquila, il Comune batte cassa

Il Comune di L'Aquila batte cassa: nella famigerata busta verde arriva, sotto le feste, una inaspettata richiesta di pagamento Imu relativa al 2013...

Il Comune di L’Aquila batte cassa: nella famigerata busta verde arriva, sotto le feste, una inaspettata richiesta di pagamento Imu relativa al 2013.

In arrivo dal Comune accertamenti riferiti al pagamento Imu di cinque anni fa nei quali si chiede di pagare con aliquota massima – perché seconda casa – la tassa sull’unica abitazione di proprietà.

Fulgenzio Ciccozzi racconta a Il Capoluogo quanto sta accadendo in questi giorni

di Fulgenzio Ciccozzi

Il comune di L’Aquila batte cassa: cartelle, burocrazia e cittadini

Durante le festività natalizie, tutti vorrebbero un piccolo regalo da Babbo Natale, i più piccoli e i più grandi, anche se questi ultimi da quel signore barbuto vestito di rosso si aspettano un pacco che contenga un minimo di serenità che li sollevi dal lungo e spesso travagliato anno trascorso.

In queste festività, per alcuni, a portare regali infiocchettati che contengono una busta verde ci ha pensato il Comune di L’Aquila. Certo non poteva scegliere un momento migliore. Su un periodo di 12 mesi, 52 settimane e 365 giorni i collaboratori del municipio aquilano hanno scelto gli ultimi giorni dell’anno! Evidentemente tengono proprio a cuore la serenità dei cittadini. Ma andiamo per ordine. La busta verde che consegna il postino di solito non porta mai buone nove.

Aprendola si può scoprire che al suo interno, con estrema sorpresa, c’è la richiesta del Comune di L’Aquila, tramite i suoi responsabili, del pagamento IMU per l’annualità 2013, poiché nella dichiarazione prodotta a suo tempo dal contribuente c‘era una richiesta di esenzione (avanzata in base all’articolo 15 comma 5 del comune aquilano, delibera C.C. n. 121 del 25.10.2012) in cui si specifica che lo status di abitazione principale e di pertinenza è riconosciuto al soggetto passivo d’imposta la cui abitazione principale (in questo caso di residenza ma non di proprietà) risultava classificata E – quindi completamente inagibile in seguito al sisma del 2009 – e che ha trasferito la dimora, unitamente a quella del proprio nucleo familiare, in altro alloggio di proprietà sito nel territorio di questo comune (in questo caso l’unica di proprietà, ubicata a L’Aquila), conservando di fatto l’originaria residenza anagrafica.

Pare che l’interpretazione avanzata dal contribuente sia errata.

In questa norma transitoria del Comune di L’Aquila pare sia stato omesso un particolare non proprio secondario: far sì che di codesta agevolazione potessero usufruirne anche i proprietari dell’unica unità immobiliare tornata agibile permanendo lo status di inagibilità dell’abitazione di residenza, ma non di proprietà!

Costoro sono rimasti colpiti ingiustamente, perché oltre a non avere l’agevolazione di cui sopra dovranno pagare l’IMU come seconda casa (massima aliquota), anche se di fatto non è una seconda casa, che il Governo in carica si presume voglia addirittura permettere ai sindaci di aumentare!

Insomma si è creata una situazione incresciosa che ha prodotto danni collaterali poiché, il cittadino, ritenendo di stare nel giusto, ha fatto delle scelte errate rinunciando a importanti benefici per sé e per il proprio nucleo familiare. Errori che, con un’esaustiva norma transitoria, si sarebbero potuti evitare con il fine di applicare un’equa tassazione e far sì che non ci fosse una parte di cittadini di cui, paradossalmente, non si è tenuto conto.

Inoltre, sono stati lasciati trascorrere cinque lunghissimi anni per mandare una raccomandata (con tutte le spese che ne conseguono) quando bastava (almeno come primo approccio) una semplice comunicazione fatta in tempi accettabili nel rispetto dei contribuenti che avrebbero potuto mettersi in regola senza far maturare penalità e somme tributarie consistenti.

Insomma, stare in regola con questa complessa burocrazia è diventata un’impresa titanica.

Ah, dimenticavo! Il governo in carica parlava di semplificazione! Oltre alla fatturazione elettronica (che per certi versi è positiva, ma per altri evidenzia insidie e complessità che solo chi opera giorno dopo giorno può comprendere) c’è una novità per le cessioni e gli acquisti dall’estero: l’esterometro.

La deburocratizzazione è una battaglia persa e questo è un male per l’Italia e per i contribuenti onesti che vogliono stare in regola. Poi dicono che il fisco è amico dei cittadini. Follie all’italiana.

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