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Quasi 6mila euro per un mese di lavoro al portavoce di Di Pangrazio

Un contratto di un mese a quasi 6mila euro per il portavoce del presidente del Consiglio Regionale Giuseppe Di Pangrazio.

Contratto da quasi 6mila euro dal 2 gennaio all’8 febbraio per il portavoce del presidente del Consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio. Febbo: «Legnini che ne pensa?».

«Pur di non perdere pezzi e personaggi famosi che sono da sempre parte integrante di questo Governo regionale e componenti storici del centrosinistra abruzzese si continua fino all’ultimo giorno utile a dispensare prebende e parcelle ben remunerate, addirittura forzando regolamenti e leggi, come quella conferita al portavoce Giovanni D’Amico». Questa la denuncia del consigliere regionale di Forza Italia, Mauro Febbo che in una nota sottolinea: «Dopo e oltre l’incarico di 45mila euro annuì già conferito al Portavoce del Presidente del Consiglio regionale salta fuori dal cilindro una ulteriore Determina, n.44/AA del 27/12/2108, dove viene assunto il professionista D’Amico per un solo mese (dal 2 gennaio all’ 8 febbraio) attraverso un contratto con Agenzia interinale per un costo complessivo di 5.925,00 euro. Praticamente finita l’attività di consulenza, e non potendo essere prorogata, viene trovata la modalità campestre e discutibile pur di far mantenere una posizione ben retribuita ad un Amico. Infatti – continua Febbo – credo, e su questo farò tutte le valutazioni del caso, che si sia fatto un vero e proprio abuso di norme e regolamenti pur di continuare a mantenere in vita una poltrona da 6 mila euro mensili. Un modus operandi che questo Governo regionale ha utilizzato sempre e spesso in spregio ai regolamenti, leggi e norme vigenti. In questi anni abbiamo assistito ad elargizioni di tantissime consulenze ed incarichi senza utilizzare nessun criterio di evidenza pubblica, mentre molti giovani sono stati costretti ad emigrare in altre Regioni pur di lavorare.  Adesso – conclude Febbo – sarebbe curioso conoscere la posizione ed il pensiero di Giovanni Legnini, candidato Presidente del centrosinistra, visto che la sua figura dovrebbe essere garanzia di legalità. Non penso che non candiderà l’ex presidente del consiglio e/o non si avvallerà dell’esperienza di un professionista con esperienza come Giovanni D’Amico. È inutile, non c’è Lista Civica che mantenga, il lupo perde il pelo, ma non il vizio, tanto caro al Partito Democratico».

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