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Marsilio chi? Sui manifesti meglio la foto di Giorgia Meloni

Elezioni regionali, FdI ha il candidato governatore ma sui manifesti invece di Marco Marsilio c'è Giorgia Meloni.

Parte la campagna elettorale del centrodestra, ma Fratelli d’Italia sui manifesti mette Giorgia Meloni invece del suo candidato, Marco Marsilio.

Una strategia di comunicazione che la dice lunga, politicamente parlando, quella di Fratelli d’Italia in vista delle prossime elezioni regionali di febbraio: è partita infatti la campagna di affissione manifesti elettorali, ma un po’ a sorpresa (forse neanche tanto) sugli stessi “giganteggia” la presidente del partito, Giorgia Meloni, al posto del candidato governatore espressione dello stesso partito, Marco Marsilio.

La dice lunga perché, come confermato da diversi sondaggi e temuto all’interno e fuori FdI, il volto di Marsilio non è particolarmente conosciuto in Abruzzo. Evidentemente il consenso costruito intorno al candidato è tutto politico e giocato sul piano nazionale: con l’ok di Berlusconi prima e Salvini poi, le “perplessità” del livello regionale dei partiti alleati sono rientrate, ma le considerazioni politiche che sottendevano le stesse perplessità evidentemente no. A Marsilio, anche dall’interno del suo stesso partito, non è riconosciuto grande appeal rispetto alla prossima campagna di comunicazione, per questo probabilmente è stato preferito il volto più noto, e particolarmente “digitalmente levigato” da fedelissimi e consolidati esperti di immagine, di Giorgia Meloni.

D’altra parte anche Benigno D’Orazio, accolto con grande entusiasmo in FdI, ha recentemente confermato queste perplessità direttamente alla Meloni, a cui ha chiesto un ripensamento: «Sono fortemente preoccupato per l’esito delle elezioni in ragione della candidatura del senatore Marsilio; ovviamente nulla di personale, anzi, egli è degno della massima considerazione e rispetto. Da tempi non sospetti ho manifestato tutte le perplessità sulla scelta di un senatore pressochè sconosciuto in Abruzzo anche ai suoi stretti collaboratori (il senatore Urso ne è buon testimone). Mi è sempre stato detto, però, che non si poteva fare diversamente. Ho anche provato a farlo conoscere a cercare di farlo ‘entrare’ nelle case degli abruzzesi. Purtroppo, le reazioni non sono positive: c’è un clima di scoramento e rassegnazione, se non di netta contrarietà. Non so se abbia inciso il comportamento degli alleati, che per mesi hanno gettato discredito sulla candidatura, ma sta di fatto che la situazione è davvero preoccupante. Temo possa andare in onda il film ‘Morra 2 la vendetta’, ossia si possa ripetere quanto avvenuto a Teramo dove la netta ostilità alla candidatura a sindaco del mio amico Giandonato da parte della Lega, insieme ad altri fattori, ci è costata la sconfitta. Stavolta, oltre alla Lega, Forza Italia ha espresso un clamoroso e pubblico dissenso ed anche la Federazione di Teramo del partito, per protesta, non ha partecipato alla conferenza programmatica di Francavilla. Ci avviamo tristemente e inesorabilmente alla nostra Caporetto. Di fatto, da una vittoria certa possiamo passare a una clamorosa sconfitta che può avere esiti nefasti anche sulla credibilità del partito. Certo, sono l’ultimo arrivato e non ho potere per incidere su certe scelte; sono però un profondo conoscitore della mia terra e degli abruzzesi. Pensare che anche un ‘manico di scopa’ (e non mi riferisco ovviamente a Marsilio), purché di centrodestra, vinca le elezioni è un errore incommensurabile. Gli abruzzesi non sono solo forti e gentili, sono soprattutto intelligenti e certe cose non le perdonano. Faccia qualcosa, se può e se vuole. L’Abruzzo le sarà grato».

Ad ogni modo, la “strategia” di comunicazione relativa ai manifesti non è sfuggita al centrosinistra, che con Paolo Romano ha commentato: «Marsilio è un candidato presidente talmente sconosciuto all’Abruzzo intero e talmente commissariato dai suoi che sui manifesti elettorali preferiscono non mettere la sua faccia, ma quella della madrina Meloni. L’Abruzzo non merita tutto questo».

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