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Terremoto Collelongo, alcune crepe su solai e tramezzi

Terremoto a Collelongo, alcune crepe si sono aperte su solai e tramezzi. Non ci sono danni di rilievo. Proseguono i controlli su ponti e viadotti

Terremoto a Collelongo, alcune crepe si sono aperte su solai e tramezzi delle case del paese marsicano epicentro della scossa di 4.2 registrata ieri sera.

A fare il punto della situazione è il sindaco di Collelongo, Rossana Salucci.

“Non ci sono danni di rilievo ma solo alcune crepe sui solai e nei tramezzi di alcune abitazioni. Stiamo monitorando comunque la situazione insieme alle Forze dell’ordine, agli uomini dei Vigili del fuoco e della Protezione civile”.

“Ci sono state diverse scosse di assestamento durante la notte, la paura è evidente sul volto dei cittadini, ma pian piano stiamo rientrando nella normalità. Adesso ci spaventa l’allerta meteo diffusa dalla Protezione civile, sono previste abbondanti nevicate e ci stiamo attrezzando per poter rispondere al meglio”.

Intanto il Centro operativo comunale (Coc) resta attivo, come anche i dormitori di emergenza allestiti dai volontari della Croce Rossa all’interno della scuola elementare.

Terremoto Collelongo, verifiche su ponti e viadotti

Avviate le verifiche su viadotti e ponti. Al momento nessuna criticità riscontrata.

A seguito del terremoto che ha interessato nella serata di ieri la zona diCollelongo (AQ), il Presidente della provincia, Angelo Caruso, su proposta del presidente della commissione viabilità, Gianluca Alfonsi, ha immediatamente avviato un’azione ricognitiva sui ponti e viadotti delle strade del Fucino, in particolare sulla Strada Provinciale n. 19 “Ultrafucense” nei tratti che collegano Trasacco – Collelongo – Villavallelonga.

Dai primi rilievi effettuati, dal settore della viabilità, non state riscontrate particolari criticità ma l’azione di controllo e monitoraggio delle strutture continuerà anche nei prossimi giorni per la tutela e la sicurezza di tutti i cittadini.

Terremoto Collelongo, per INGV è un “nuovo evento”

E’ un terremoto ‘nuovo’ quello di magnitudo 4.2 avvenuto il giorno di Capodanno nella zona de L’Aquila:“non è collegato alle sequenze che hanno colpito l’Italia centrale a partire dal 2016, né al sisma de L’Aquila del 2009”, ha detto all’ANSA il sismologo Maurizio Pignone, dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). Per l’esperto “non si può ancora parlare di un nuovo sciame o sequenza sismica: si è trattato piuttosto – ha aggiunto – di un evento principale, quasi singolo, con un numero ridotto di eventi successivi, otto al momento, di magnitudo inferiore, il più alto di 2.0″.

Il terremoto, con epicentro vicino Collelongo, a circa 54 chilometri da L’Aquila, ha riguardato un’area, quella della Marsica, ad alta pericolosità sismica, dove una decina di chilometri più a Nord, il 13 gennaio del 1915 è stato registrato un terremoto di magnitudo 7.0 che ha provocato più di 30.000 vittime.

Per Pignone, la scossa registrata il giorno di Capodanno dalla rete sismica nazionale dell’Ingv, “ha avuto un ipocentro a circa 17 chilometri”: una profondità, ha rilevato, “alla quale una scossa di magnitudo 4.2 in genere non fa danni”.

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