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Meloni chiama Di Stefano, ma non basta per l’unità

Appello di Giorgia Meloni a Fabrizio Di Stefano per l'unità del centrodestra, ma il candidato delle Civiche resiste. La decisione in arrivo con l'anno nuovo.

Fabrizio Di Stefano si dice «gratificato e toccato» dalle parole di Giorgia Meloni, ma resta in corsa per la candidatura. Dopo Capodanno la scelta definitiva.

Probabilmente arriverà solo con l’anno nuovo la decisione di Fabrizio Di Stefano sulle elezioni regionali del 10 febbraio 2019. Nonostante l’appello di Giorgia Meloni da Francavilla al Mare, infatti, Di Stefano non scioglie la riserva e ai microfoni del Capoluogo.it spiega: «Non può non toccarmi l’appello della Meloni, a Giorgia sono legato da una militanza comune lunga diversi lustri, anche se non sempre ne ho condiviso le scelte, come quella fatta in Abruzzo, tuttavia la questione non è solo l’appello all’appartenenza, quello che mi sta più a cuore è il futuro dell’Abruzzo. Quello che non mi convince è proprio il fatto che da tutte le parti si pensi troppo poco all’Abruzzo e molto al risultato elettorale, proteso verso il voto europeo che non interessa gli abruzzesi».

«Fino a quando non so con che mani, con quali competenze, con quali idee e progetti il centrodestra intende governare, non posso unire il mio percorso. Occore una squadra, che non vedo, e un progetto che non ancora mi viene presentato. Ci tengo all’appartenenza politica, ma ancor di più all’Abruzzo e vorrei vedere al di là di chi guiderà la coalizione, un progetto vero, completo e radioso per la nostra regione».

Quindi la conclusione: «Le ambizioni dei singoli, compresa la mia, sono legittime, ma devono essere posposte all’interesse della nostra terra, che siano ambizioni di chi vuol fare il presidente (che almeno ci mette la faccia), e ancor di più di chi magari vuole fare il direttore generale, il capo di gabinetto o quant’altro».

Insomma, il centrodestra dovrà ancora lavorare per arrivare a un percorso unitario. La parola definitiva, probabilmente, all’inizio dell’anno nuovo.

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