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Disabilità e mobilità, servono più bus per la stazione

Mancano corse per la stazione dei treni alle 6 di mattina, disagi per un lavoratore non vedente.

A #dilloalcapoluogo l’appello di una donna per il marito non vedente che deve raggiungere la stazione dalla mattina presto: «Non ci sono bus diretti, non so come aiutare mio marito».

«Scrivo con il cuore per mio marito, per delle problematiche legate alla sua condizione, in quanto non vedente, e ai disagi che ne derivano. Da pochi giorni ha iniziato a lavorare presso il carcere di Sulmona, in qualità di centralinista e ne va davvero orgoglioso. Quello che mi preoccupa è il viaggio interminabile che deve affrontare ogni giorno da L’Aquila a Sulmona».

Così a #dilloalcapoluogo una donna che spiega le difficoltà del marito a raggiungere la stazione di mattina presto: «Una mattina alle ore sei è dovuto uscire da solo per raggiungere a piedi dal progetto Case di Sant’antonio la stazione dei treni, aveva con sé il suo bastone guida che lo aiutava ad orientarsi, ma è stato un rischio per la sua incolumità. Io non ho potuto accompagnarlo perché sono rimasta con nostra figlia di tre anni e inoltre non posso affrontare grandi stress perché lo scorso anno ho avuto problemi di salute, non abbiamo neanche parenti o amici che possano accompagnarlo. Scrivo in quanto non esistono mezzi pubblici che alle sei del mattino facciano corse dirette alla stazione dei treni. È stato attuato un progetto di telelavoro presso il comune di L’Aquila ma per altri enti non ho sentito parlare di nulla del genere. Non so davvero come fare per aiutare mio marito, basterebbe poi soltanto almeno un autobus che alle sei del mattino gli permettesse di raggiungere la stazione».

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