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Patrizio Graziani, il legame con la Marsica e la Poesia in 10 anni di Premio

Il Premio Nazionale di Poesia intitolato a Patrizio Graziani è giunto nel 2018 alla decima edizione. Il Capoluogo ha intervistato il figlio, Pierluigi Graziani, in attesa della premiazione dei ragazzi che si terrà l'ultimo venerdì di Maggio a Gioia dei Marsi.

Il Premio Nazionale di Poesia intitolato a Patrizio Graziani è giunto nel 2018 alla decima edizione e rappresenta per l’Abruzzo un’oasi felice nel panorama dei concorsi letterari.

 
Patrizio Graziani come editore ha legato in maniera indissolubile il suo nome alla cultura e alla letteratura d’Abruzzo attraverso alcune collane dell’Università degli Studi dell’Aquila ed esattamente: la collana di “varia umanità”, diretta da Emerico Giachery e Giovanni Pischedda, la collana di “studi e testi” e quella di “poeti dialettali”.

Patrizio Graziani non fu solo editore però: artigiano della parola e del libro fu anche poeta e tipografo, uomo, padre ma soprattutto filantropo con un mai reciso legame viscerale con le zolle, l’affetto e le lettere della Marsica.

La vita

 
Nato a Gioia dei Marsi il 21 Aprile 1927, a circa dieci anni va in seminario ad Alba in Piemonte e vi resta fino al termine della guerra; studia il francese e diventa traduttore negli anni successivi alla guerra. Graziani, dopo aver compiuto gli studi classici, si è stabilito a Roma, facendosi ben presto strada nel difficile mondo dell’arte della stampa, con una solerzia e con attitudini non comuni. Trova lavoro presso la Tipografia Universitaria Gregoriana.

Nel 1963 apre la Tipografia Artigianale Patrizio Graziani, egli ha ormai una vasta esperienza in pubblicazioni di riviste, dalle classiche alle moderne, che cura personalmente. Nell’intento di darsi una fisionomia ben riconoscibile nella selva delle sigle editoriali, Graziani nel 1966 fonda le “Edizioni dell’Urbe”, dalle quali è uscito anche un romanzo che poi ebbe la fortuna di giungere finalista al Premio Strega.

Tra le varie opere di interesse regionale edite da Graziani è da segnalare – come si è già indicato altrove – il Parnaso d’Abruzzo, un ricco e ponderoso volume di oltre 1100 pagine, che costituisce la più completa e aggiornata rassegna criticoantologica dei poeti abruzzesi in italiano, latino e dialetto, dal 1880 al 1980.

premio Patrizio Graziani

Pur operando a Roma, egli ha mantenuto saldi rapporti con la nostra regione e con la Marsica in particolare, promuovendo e sollecitando iniziative nei settori più disparati: dalle ricerche storiche alle manifestazioni folkloristiche, dalla presentazione di libri alla dizione di poesie e alla mostra di maestri della pittura contemporanea. Patrizio muore a Roma il 06 settembre 2000.

Un vero esempio, quello di Patrizio Graziani, da apprezzare e riflettere, anche per comprendere come l’editoria minore riesca ad inserirsi nella realtà della provincia italiana.
 

Il premio di Poesia

 
L’Associazione Culturale Teatro Fiore, in memoria di Patrizio ha organizzato 8 Rassegne di Poesia Dialettale e da dieci anni ha istituito un Premio denominato “Concorso Nazionale di Poesia Patrizio Graziani” con Patrocinio del Consiglio Regionale d’Abruzzo, dell’Amministrazione Provinciale dell’Aquila e dell’Amministrazione Comunale di Gioia dei Marsi.

premio Patrizio Graziani

Il Premio comprende tre sezioni: A) lingua italiana, B) vernacolo, C) Riservata ai ragazzi della Scuola dell’Obbligo.

I premi messi a disposizione dalla Famiglia Graziani, consistono in opere di artisti contemporanei; il figlio Pierluigi consulente d’arte, sulle orme di Patrizio, ha continuato con la passione di famiglia continuando ad avere una propria galleria d’arte a Roma ed una in Abruzzo.
 

Il legame con l’Abruzzo e la Marsica

 
Il legame di Patrizio Graziani con L’Abruzzo e la Marsica – e in particolare con il suo paese natale, Gioia dei Marsi – è stato un legame profondo, si potrebbe definire viscerale, legato in parte alle vicende biografiche (si allontanò dall’Abruzzo da ragazzo per seguire gli studi in nord Italia, e non tornò nella regione se non al termine della guerra, quando – da giornalista – curò per un quotidiano un servizio sulle condizioni dei contadini e dei mezzadri del Fucino, al tempo proprietà dei Torlonia), ma soprattutto al “sentire” forte le proprie origini e le proprie radici “…sono tornato come ogni anno qui, alle mie radici contadine…”  principalmente nel ricordo di Gioia Vecchio, completamente distrutta dal terremoto del 1915.

Il Capoluogo ha intervistato il figlio di Patrizio Graziani, Pierluigi, il quale da anni segue personalmente il Premio di Poesia insieme all’Associazione Culturale Teatro Fiore.

premio Patrizio Graziani

«Come Famiglia, pur essendo da sempre residenti a Roma, avvertiamo con piacere, emozione ed affetto la vicinanza all’Abruzzo e agli abruzzesi, con molti dei quali si sono sviluppati nel tempo rapporti vi vera amicizia e stima
reciproca.»

«Pur essendo state, le Edizioni dell’Urbe, maggiormente vicine al gruppo di intellettuali avezzanesi operanti tra gli anni ’60 e gli anni ’90 (Vittoriano Esposito, Walter Cianciusi, Romolo Liberale, Ugo Maria Palanza, Angelo Melchiorre e tanti altri), è opportuno però ricordare come la collana più importante della casa editrice (la “Studi e Testi”, dove figura la monumentale opera “Parnaso d’Abruzzo”) fosse sotto l’egida dell’Università dell’Aquila, con il coordinamento del professor Giovanni Pischedda e la redazione editoriale di Vittoriano Esposito.»
«Nello specifico – prosegue Pierluigi Graziani -, si devono senz’altro menzionare almeno due opere, una l’importantissimo studio su Venanzio Lupacchini del compianto Francesco Di Gregorio, l’altra la ristampa – a cura di Carlo De Matteis – della “Gioielleria notturna” di Nicola Moscardelli. Da ricordare anche la stima reciproca con Liliana Biondi, che fu prefatrice del volumetto “I colori della memoria” di Patrizio Graziani.»

«Il gruppo poetico dell’Arcadia riunito intorno ai “Quaderni de l’Occhiale” (fondato da Andrea Rivier, e del quale – unitamente a Emerico Giachery, Renzo Frattarolo, Noemi Paolini, Bruno Piromalli ed altri – faceva parte Patrizio Graziani) sintetizzava nel binomio “Letteratura come Amicizia – Amicizia come Poesia” la mai risolta questione del poetare , e del perché poetare. Per Patrizio Graziani è anzitutto memoria, è poesia di affetti e di ricordi, di luoghi troppo presto abbandonati e mai dimenticati, di visione serena e gioiosa (ah, questo termine, Gioia, che sempre ritorna…) dell’esistenza di Amicizia come Poesia.

“e se un amico una volta mi cercasse… gli basterà venire a Gioia Vecchio… là io ci sarò, e se mi chiama gli risponderò…” per, e con, gli Amici.»

Ancora oggi è possibile per gli Amici trovare la “risposta” di Patrizio Graziani sul sentiero intitolatogli nei pressi della pineta di Gioia Vecchio.

premio Patrizio Graziani

 

18 anni di tributo poetico

«Questi 10 anni di Concorso – prosegue Pierluigi Graziani – (ai quali vanno aggiunti 8 anni precedenti di Rassegna non competitiva) – offrono sicuramente un bilancio più che positivo, sia a livello personale che organizzativo. A livello personale per l’aver constatato come, con il passar degli anni, l’affetto nei confronti di Patrizio Graziani non sia scemato (anzi, tutt’altro…) nelle persone che lo conoscevano, e sia venuto anche quello dei partecipanti al Concorso.»

«A livello organizzativo – grato soprattutto alla collaborazione insostituibile di Emilio Roselli per la logistica e alla competenza e professionalità della Giuria di ieri e di oggi (ricordando con affetto gli scomparsi Walter Cianciusi,
Vittoriano Esposito e Romolo Liberale un grazie ai membri di oggi Maria Assunta Oddi, Cesira Sinibaldi, Giancarlo Cococcetta e Carmine Granato) – perché il Concorso ha assunto ormai una dimensione riconosciuta nazionale ed internazionale, con una partecipazione importante a livello numerico delle poesie, senza per questo che venisse meno la qualità delle stesse. Ovviamente, sappiamo di poter – e dover – migliorare ancora, già a partire dalla prossima edizione.»

Intanto per il 2019 è attesa la premiazione dei ragazzi (come previsto dalla sezione C del Premio) che si terrà l’ultimo venerdì di Maggio sempre a Gioia dei Marsi.

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