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Marco Marsilio Ufficioso e Gentiluomo, candidatura sotto l’Albero

Il tempo stringe e il centrodestra non ufficializza la candidatura di Marco Marsilio. Riprendono forza le perplessità all'interno della coalizione.

Imbarazzante silenzio del centrodestra sulla candidatura alla presidenza della Regione Abruzzo. Marco Marsilio – da “gentiluomo” – si è dimesso da senatore, ma la sua candidatura resta “ufficiosa”. Attese novità per i prossimi due/tre giorni.

Il centrodestra teme di perdere le prossime elezioni regionali con un candidato poco convincente, non c’è altra spiegazione alla lunga attesa per la designazione definitiva del candidato alla presidenza, che dovrebbe essere Marco Marsilio (FdI). Era il 30 novembre quando Ignazio La Russa, al termine di quello che sembrava essere il tavolo nazionale decisivo, indicava nel senatore romano di famiglia abruzzese il candidato presidente alle prossime regionali. Una nomina “ufficiosa”, in attesa della conferma che doveva arrivare nel giro di una settimana.

Di settimane però, ne sono passate tre, e nonostante il tentativo di forzare la mano dello stesso Marsilio, che si è dimesso da senatore prima dell’ufficializzazione, l’attesa continua, anche perché lo stesso senatore farebbe sempre in tempo a ritirarle, qualora il salto in avanti non produca gli effetti sperati. Ad ogni modo, sembra che qualcosa si stia muovendo. La parola definitiva sulla questione dovrebbe essere detta entro Natale.

A livello politico, le riserve di Forza Italia sono state superate “d’ufficio” da Silvio Berlusconi, che ha benedetto la candidatura di Marsilio, la Lega, mentre sul piano regionale conferma lealtà alla coalizione con qualunque candidato, a livello nazionale si fa attendere. Salvini ha addotto motivi istituzionali, con l’impegno gravoso della manovra economica, ma il tempo passa e il centrodestra abruzzese risulta sempre più logorato dall’attesa.

Con la lunga attesa gli alleati delle forze principali della coalizione cominciano a mostrare insofferenza, anche perché la vicenda rischia di sfociare nel grottesco. Ormai tutti gli attori principali sono sul campo, manca solo “il capitano” del centrodestra. A circa 50 giorni dal voto, la campagna elettorale del centrodestra si fa imbarazzante, nonostante l’impegno di Marsilio a mostrarsi in qualità di candidato in pectore ai nastri di partenza. Solo un decreto del Ministro dell’Interno entro il 27 dicembre, a questo punto, potrebbe allungare i tempi delle elezioni fino a maggio, con l’accorpamento alle europee; nemmeno un intervento parlamentare, come quello tentato nei giorni scorsi con l’emendamento fantasma, avrebbe infatti tempi tecnici a disposizione per essere operativo in tempi utili, d’altra parte nemmeno il precedente emendamento proposto e ritirato da alcuni parlamentari del M5S aveva possibilità di incidere a riguardo, in quanto sarebbe entrato in vigore il 1° gennaio, dopo la convocazione dei comizi.

I tempi per il centrodestra, quindi, sono strettissimi. Il 27 dicembre, con la convocazione dei comizi elettorali, la data delle elezioni per il 10 febbraio sarà definitiva.

Difficile capire cosa freni il centrodestra dall’ufficializzare la candidatura di Marsilio, al di là di un eventuale risultato disastroso per quanto riguarda il sondaggio commissionato da Berlusconi, all’indomani della candidatura “ufficiosa”. Ma se lo stesso Berlusconi ha dato il via libera alla candidatura di Marsilio, forse vuol dire che i problemi sono all’interno della coalizione. E forse sono stati proprio i sondaggi a ridare “forza politica” alle perplessità di qualcuno, fuori e dentro FdI.

Ad ogni modo, in un senso o nell’altro, entro Natale la situazione dovrebbe sbloccarsi.

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