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Pediatri in pensione, allarme aree interne

Pediatri e medici di base vanno in pensione e la Asl dell'Aquila fa fatica a trovare i sostituti. Aree interne sempre più penalizzate

Pediatri e medici di base vanno in pensione e la Asl dell’Aquila fa fatica a trovare i sostituti.

E’ più di un disagio quello che stanno vivendo e vivranno a breve centinaia di famiglie che abitano nelle aree interne abruzzesi, dalla Marsica alla Valle Subequana.

Sono diversi i medici di base e i pediatri che andranno in pensione dal 1′ gennaio 2019 ma ancora – e siamo a ridosso di Natale – non si hanno i nominativi dei sostituti né si sa con certezza le tempistiche e se ci saranno effettivamente dei sostituti.

Le aree interne sono ‘scomode’, si sa, per logistica e viabilità: ma si rischia di negare un servizio a centinaia di famiglie dell’aquilano.

Ad Avezzano più di seicento bambini fino ai sei anni sono senza medico dopo il pensionamento di una pediatra: le famiglie sono costrette spesso a rivolgersi a medici privati e a pagamento.

Nell’ambito unico di Sulmona, che racchiude parte della Valle Subequana e si estende fino a Castel di Sangro, sono due i pediatri che andranno in pensione dal 1′ gennaio e il cui bacino di utenza è lo stesso.

Un totale di oltre 1500 piccoli pazienti per i quali la Asl sta cercando un medico che possa quantomeno sostituire temporaneamente – vista anche la stagione invernale – le professioniste che andranno in quiescenza.

Nel frattempo, fra le mamme c’è apprensione e corsa alla scelta di un nuovo medico che abbia posti liberi e anche che non sia troppo lontano: le intemperie, soprattutto con i bimbi piccoli, spaventano. E c’è anche il rischio che strutture nuove, calde e accoglienti – come il distretto sanitario di Castelvecchio Subequo – non vengano utilizzate, vista la spoliazione dei servizi sanitari anno dopo anno.

Ma perchè si creano questi problemi?”Colpa” anche dei parametri territoriali della Asl che sotto a un certo numero di pazienti non consentirebbero l’arrivo di un nuovo pediatra.

 

“Ho simulato che cosa accadrebbe se in un momento qualsiasi andassi in pensione – ha spiegato il dottor Giuseppe Collacciani, presidente regionale della Società italiana pediatria, a Il Centro qualche tempo fa. “Si ripeterebbe la stessa storia accaduta con il pensionamento della collega. Se il giorno dopo, oltre me, andasse in pensione un altro pediatra non cambierebbe nulla e il problema sarebbe lo stesso. Pur lasciando nel giro di due giorni circa 1.800 bambini senza assistenza pediatrica, non si realizzerebbero i presupposti per coprire una zona carente”

“È pertanto evidente – continua Collacciani – che il meccanismo di conteggio previsto non è idoneo a garantire una adeguata assistenza pediatrica. Attualmente quasi tutti i medici pediatri possono acquisire nuovi nati, ma quasi nessuno può acquisire cambi”

Della questione si stanno facendo carico anche gli enti locali, che stanno elaborando una strategia unitamente alla Asl che quantomeno tuteli il diritto all’assistenza sanitaria dei più piccoli. Nei prossimi giorni è previsto un nuovo vertice per fare il punto della situazione ma la questione pare essere lontana dall’essere risolta.

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