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Election day, sparisce l’emendamento fantasma

Sparisce l'emendamento per l'Election day. Il M5S assicura che non sarà discusso nella Legge di Stabilità. Bellachioma (Lega): "Si vota a febbraio. Punto".

Ritirato a tempo di record l’emendamento per l’Election Day con l’accorpamento di elezioni regionali ed europee.

Non arriverà all’attenzione del Governo l’emendamento alla Legge di Stabilità che prevedeva l’Election day, con l’accorpamento di elezioni europee e regionali. Il tempo che la notizia diffusa dall’Huffington Post arrivasse all’attenzione dell’opinione pubblica ed è arrivata la marcia indietro.

Fonti del M5S assicurano che non c’è nessun emendamento per l’accorpamento delle elezioni all’attenzione del Governo, che tradotto significa che il documento non sarà più presentato e discusso in sede di Legge di Stabilità.

Che ci sia un po’ di confusione a riguardo, all’interno del Movimento, lo conferma il post della deputata della Basilicata Agnese Gallicchio che tenta di spiegare: «Noi del MoVimento 5 Stelle siamo favorevoli al meccanismo dell’ Election Day, perché permette di risparmiare risorse pubbliche e di aumentare la partecipazione al voto. Detto questo, ci preme chiarire che l’emendamento da inserire nella Manovra non soltanto non riguardava un election day per la Basilicata, ma è stato in ogni caso ritirato. Questo significa che la questione sarà affrontata successivamente per arrivare all’obiettivo con il percorso più virtuoso possibile nel rispetto della durata dei consigli regionali».

Insomma, per il momento il “rischio” di elezioni a maggio per l’Abruzzo sembra essere superato. Ne è certo il segretario regionale della Lega, Giuseppe Bellachioma, che ai microfoni del Capoluogo.it ha rilasciato un secco commento: «Si vota il 10 febbraio. Punto», che suona quasi come un avvertimento nell’eventualità che altre “manine” provino a cambiare le carte in tavola.

«Il M5S – ha poi scritto in una nota il coordinatore regionale di Forza Italia, Naziario Pagano – ha presentato un emendamento alla legge di Bilancio per accorpare le elezioni regionali con quelle europee, facendo quindi slittare il voto in Abruzzo a maggio. Poco dopo, fortunatamente un rappresentante del M5S ne ha annunciato il ritiro. Di questo apparente gesto schizofrenico, la lettura è univoca: il M5s teme le elezioni e teme la vittoria del centrodestra unito, consapevole del fatto che gli abruzzesi non hanno dimenticato le promesse fatte sul sisma in campagna elettorale e mai mantenute. A proposito di questo, ho presentato nuovamente un emendamento che prevede la riduzione e la rateizzazione dei tributi dovuti dai cittadini colpiti dal sisma del 2016, promessa che il M5s aveva fatto ma che poi, bocciando ben tre volte la mia proposta, non ha portato a termine».

«La maggioranza gialloverde – ha aggiunto Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea – ha presentato un emendamento per accorpare le elezioni regionali di Basilicata, Abruzzo, Sardegna e Piemonte con le europee di maggio. Dopo poche ore l’hanno ritirato. Una vicenda grottesca. L’Election Day è già legge dal 2011 ma il governo finora ha fatto finta di non accorgersene perchè sia Lega che M5S vogliono votare prima possibile, perchè ritengono di essere favoriti. Il mancato accorpamento comporterà uno sperpero di decine di milioni di euro. La propaganda sui costi della politica va a farsi benedire quando sono in ballo convenienze elettorali. Come Rifondazione Comunista da settimane abbiamo sollevato il caso, a partire dall’Abruzzo, dove le elezioni sono fissate il 10 febbraio, praticamente con la neve nel 70% dei comuni. Si tratta di un vero scandalo alla luce del sole. Nell’ignavia generale il ministro dell’Interno disattende una legge vigente con i pentastellati che sostengono la stessa posizione di Forza Italia che nelle regioni è alleata della Lega. E’ paradossale che, mentre si tagliano contributi a Radio Radicale, Manifesto, Avvenire e informazione locale, si buttino in questo modo i soldi dalla finestra».

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