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Rifiuti Roma, dopo il rogo si guarda all’Abruzzo

Dopo il rogo dell'impianto di trattamento dei rifiuti a Roma, si guarda verso l'Abruzzo per evitare - ancora una volta - l'emergenza nella capitale.

Dopo il rogo dell’impianto di trattamento dei rifiuti a Roma, si guarda verso l’Abruzzo per evitare – ancora una volta – l’emergenza nella capitale.

È arrivata ieri la richiesta formale da parte di Ama spa – gestore dei rifiuti di Roma – di proroga dell’accordo, in scadenza a fine anno, che prevede il trasferimento di una quota dei rifiuti raccolti nella capitale in Abruzzo

La richiesta è indirizzata al sottosegretario alla Presidenza della Giunta regionale abruzzese con delega ad Ambiente ed ecologia, Mario Mazzocca, e al dirigente del servizio Gestione rifiuti, Franco Gerardini. Lo riferisce all’ANSA lo stesso sottosegretario.

Nel documento, in cui si evidenzia la previsione di una “maggiore necessità nel primo semestre del 2019”, viene chiesta una proroga dell’accordo, ma, contrariamente alle voci circolate fino ad oggi, non si chiede un aumento dei quantitativi.

In base all’intesa, l’Abruzzo si era detto disponibile ad accogliere ogni anno 70mila tonnellate dei rifiuti provenienti da Roma. L’accordo iniziale risale al 2015, poi rinnovato di anno in anno, fino a quello tuttora vigente, in scadenza il prossimo 31 dicembre.

Proroga accordo rifiuti da Roma, Mazzocca: sono contrario

“Oggi ne parleremo in Giunta, ma io sono contrario. Sono quattro anni che aiutiamo il sistema di gestione dei rifiuti di Roma che, nel corso del tempo, non è migliorato, ma, anzi, è peggiorato dice il sottosegretario Mazzocca.

“Responsabilmente, l’Abruzzo ha fatto più di quanto doveva nell’attività di sussidiarietà orizzontale. Sono contrario per tutta una serie di ragioni, tutt’altro che ideologiche, finalizzate ad assicurare una corretta gestione dei rifiuti in Abruzzo anche in relazione a ciò che prevede il nuovo Piano. L’ipotesi di rinnovare l’accordo oltre il 31 dicembre 2018 non era prevista”.

Nella giornata di oggi ci sarà un incontro tecnico e poi la questione verrà discussa in Giunta, anche se per la risposta definitiva c’è bisogno di più tempo.

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