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Attentato Strasburgo, scampata studentessa abruzzese

Una studentessa abruzzese in vacanza a Strasburgo è scampata all'attentato al mercatino che ha causato la morte di 3 persone e il ferimento di 12. Il suo racconto

Una studentessa abruzzese in vacanza a Strasburgo è scampata all’attentato al mercatino che ha causato la morte di 3 persone e il ferimento di 12.

A riportare l’esperienza della studentessa il Tgr Rai.

La ragazza frequenta l’Istituto Manthonè di Pescara ed era a Strasburgo insieme ai suoi compagni di classe. 14 ragazzi in tutto, andati a Strasburgo dall’Abruzzo in viaggio premio.

Ieri la studentessa pescarese ed una sua amica hanno passeggiato per le vie del mercatino e poi sono entrate in un locale poco distante per cenare.

“Un’ora prima che succedesse stavamo lì, l’abbiamo vissuto quel mercatino” dice le ragazza in collegamento telefono ai microfoni della Rai, con voce spaventata.

“Poi siamo entrate in quel locale, a due piani, per cenare: è stata la nostra salvezza. Abbiamo sentito un forte botto in lontananza e abbiamo visto nel locale la gente che si impanicava. Siamo salite di sopra per veder cosa fosse acccaduto ma ci hanno rimandato al piano interrato. Hanno chiuso le porte e siamo rimasti dentro al locale. Non ci fanno uscire ma stiamo bene”

Intorno alle mezzanotte sono usciti dal locale e tornati ai loro alloggi.

La capitale europea del Natale, Strasburgo, è piombata nel terrore in una sera di dicembre, quando le luminarie delle feste hanno illuminato all’improvviso una scena di guerra: spari in mezzo alla folla, morti, feriti accasciati nelle strade, persone che fuggono urlando.

Sono almeno tre le vittime di uno, forse due attentatori, che hanno aperto il fuoco intorno alle 20 , l’ora in cui tutti sono in giro per mercatini o per locali. Dodici i feriti, tra cui anche un italiano, un giovane giornalista radiofonico. Sette sarebbero in gravi condizioni, pare non il connazionale.

Il killer, identificato, era finito già in carcere in passato per aggressione. In seguito era stato segnalato come elemento ‘radicalizzato‘ e come minaccia per la sicurezza nazionale. Si chiama Cherif C., 29 anni, di origini nordafricane ma nato a Strasburgo. Per prenderlo la polizia ha messo in piedi una caccia all’uomo imponente. Blindato il centro storico dove nessuno è stato fatto più entrare, solo uscire. Pattugliate palmo a palmo le strade deserte, anche con un elicottero. Il sindaco della città Roland Ries, ha subito parlato di un attentato terroristico e ha invitato tutti ad asserragliarsi dentro casa.

L’uomo è riuscito comunque a scappare allontanandosi dal centro. Dopo qualche ora lo hanno individuato in un quartiere di periferia, Neudorf, dove in un primo momento sembrava si fosse asserragliato in un immobile. Ma il blitz della polizia è fallito e le ricerche continuano. A quanto pare l’attentatore non avrebbe agito da solo e in centro si continua a cercare anche un secondo sospetto.

A Strasburgo è la settimana più affollata, quella che oltre ai turisti vede arrivare in città tutto il personale del Parlamento europeo per la plenaria mensile.

Molti gli eurodeputati, anche italiani, che si sono ritrovati bloccati dentro i ristoranti e i bar. Mentre il parlamento è stato blindato, su ordine del presidente Antonio Tajani, e tantissime persone sono rimaste chiuse nel palazzo.

“Ho sentito i colpi, sei o sette, e ho visto due donne a terra colpite e una che urlava, mi sono allontanato per mettermi al riparo. Abbiamo cercato riparo in un cortile e siamo stati poi accolti in una casa. La polizia ha evacuato la zona”. Ha raccontato l’eurodeputato dei Verdi Marco Affronte, uno dei tanti politici italiani rimasti bloccati nei ristoranti e nei pub durante quei minuti di terrore.

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