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A-mici a 4 zampe, i nuovi arrivi in casa

Inizia oggi una nuova rubrica de Il Capoluogo dedicata ai nostri compagni a quattro zampe. La rubrica sarà curata dalla giovane imprenditrice Ilaria Alexandris, proprietaria di un negozio per animali e conosciuta sui social con il nome di "Le Chatelier". Il primo approfondimento riguarda l'affascinante mondo dei felini.

Inizia oggi una nuova rubrica de Il Capoluogo dedicata ai nostri compagni a quattro zampe.

La rubrica sarà curata dalla giovane imprenditrice Ilaria Alexandris, proprietaria di un negozio per animali e conosciuta sui social con il nome di “Le Chatelier”.

Il primo approfondimento riguarda l’affascinante mondo dei felini.

 

ilaria alexandris

 

Il gatto: come scegliere di adottare quello “giusto”.

Quando decidiamo di adottare un gatto spesso e volentieri ci basiamo solo su quelle che sono le prime informazioni che emergono da un fantomatico annuncio di adozione, come ad esempio il colore degli occhi, il nome buffo, la lunghezza del pelo, l’età, tralasciando, talvolta, quelli che invece sono gli elementi essenziali al fine di comprendere se il gatto in questione faccia al caso nostro (e noi al suo).

Pensiero comune è quello di prendere un gattino piccolo “così si abitua subito a me e alla casa”, ma non è propriamente così.

ilaria alexandris

I gatti, durante i loro primi quattro mesi di vita (c.d. periodo sensibile), acquisiscono tutte le informazioni che serviranno poi per affrontare al meglio la vita.

È quindi in questo periodo che imparano a cacciare, loro bisogno naturale, a relazionarsi con i loro simili, a conoscere animali di altre specie, compreso l’uomo, e così via.

È indispensabile, quindi, conoscere il passato del gatto in questione, ed, in particolare, come ha vissuto questi primi quattro mesi di vita, per capire di più sul suo conto.

Quindi, ad esempio, se è cresciuto in un contesto casalingo, sarà, con molte più probabilità, un gatto socievole con le persone e abituato a vivere in casa, mentre se, al contrario, ha vissuto questi primi mesi di vita fuori, da randagio, difficilmente sarà possibile farlo inserire in un ambiente domestico senza che lui ne soffra.

Avrete dunque capito che non è importante l’età del gatto al fine di farlo inserire meglio nell’ambiente che avete scelto per lui, quanto le esperienze passate che lui ha fatto.

La gestione di un gatto adulto è meno impegnativa rispetto a quella di un cucciolo; è consigliata a chi non ha molto tempo a disposizione per educarlo, a chi abbia già conoscenza del mondo felino e abbia la volontà di accettare i comportamenti che derivano dalla sua esperienza prima dell’adozione.

Il carattere di un gatto adulto è, inoltre, pienamente formato.

La gestione di un gatto cucciolo è sicuramente più impegnativa, consigliata a chi ha molto tempo da dedicargli e a chi ha pazienza di accettare eventuali danni in casa derivanti dallo stesso.

Il carattere cambia con la crescita, dunque non conosceremo a pieno il nostro micio finché non sarà diventato adulto.

È tuttavia indicato a chi non ha esperienza con i gatti ed è vivamente consigliata l’adozione in coppia che, se a prima vista potrebbe sembrare molto più impegnativa, è, in realtà, la metodologia più efficace per dare compagnia, gioco costante e maggiore socievolezza al nostro micio.

Se abbiamo la possibilità di scegliere il gattino da adottare in una situazione in cui ce ne siano anche degli altri, come nel tipico caso di una cucciolata, basterà soffermarsi un attimo ad osservarli nelle interazioni che hanno tra di loro, con la loro mamma e con gli umani.

Il gattino che tende ad isolarsi sarà più indipendente da adulto; il gattino che ci viene incontro appena ci vede sarà sicuramente più adatto a stare in un contesto familiare in presenza di persone.

Ricordo, inoltre, che secondo la legislazione italiana, un gatto non può essere ceduto prima del compimento del 60esimo giorno d’età, ove, ovviamente, sia presente la sua mamma, la quale lo introduce nel mondo “adulto” insegnandogli tutto ciò che il gattino dovrebbe sapere e nutrendolo secondo ciò che l’alimentazione felina prevede. Non possiamo, assolutamente, sostituirci alla mamma gatta, a meno che il gattino, per svariati motivi, non ne abbia più una.

Non esiste un gatto uguale a un altro così come non esiste una persona uguale ad un’altra.

Il nostro background, le esperienze che abbiamo fatto, le relazioni che abbiamo stabilito con le persone fa di noi individui con sfumature completamente diverse dagli altri.

Ed è questo uno dei motivi per cui il gatto va scelto, possibilmente di persona ove questo fosse possibile, in base alle SUE caratteristiche psico-fisiche. Sue e di nessun altro.

Questo permetterà di instaurare un legame profondo di fiducia, dove sia voi che il gatto in questione vi sceglierete reciprocamente dando vita ad una relazione unica ed irripetibile.

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