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Pagano contro FdI, stop a campagna acquisti

Pagano, stop alla campagna acquisti volta a svuotare Forza Italia.

Pagano, stop alla campagna acquisti volta a svuotare Forza Italia.

Il coordinatore del partito Nazario Pagano tuona contro il sindaco Biondi ed il suo partito, Fratelli d’Italia, reo di stare attuando una “campagna acquisti” “promettendo posti che nessuno può garantire”:

Alza la voce il senatore Pagano, a partire dal ritiro delle deleghe all’assessore forzista Annalisa Di Stefano che bolla come “rappresaglia”.

“Una decisione che viene respinta al mittente come esempio di una politica intollerante e incapace di rapportarsi ai problemi in maniera serena e costruttiva, sbrigativamente orientata verso la rappresaglia”.

Forza Italia ha fatto un passo indietro a favore di Fratelli d’Italia nella corsa a sindaco di Biondi, ricorda Pagano, evocando lealtà e correttezza.

“A Fratelli d’Italia – afferma Pagano – ricordiamo non solo che Forza Italia, all’epoca delle elezioni per il Comune dell’Aquila, per il bene della coalizione seppe fare un passo indietro, nel comune interesse di riportare il centrodestra al governo della città, ma pure che lì dove questo sforzo unitario non è stato compiuto i risultati
sono stati penalizzanti, quando non addirittura punitivi. La coalizione deve mantenere la sua compattezza anche sotto il profilo morale, con correttezza e lealtà. E questo vale persino nella composizione delle liste, col rispetto delle altre componenti del centrodestra”.

Poi, l’affondo
«È legittimo coltivare ambizioni di candidatura alle elezioni, non è leale solleticarle utilizzando metodi che possono essere configurati come atti di ostilità nei confronti degli alleati. È inaccettabile cooptare dall’interno i candidati promettendo posti che nessuno può garantire. Se Fratelli d’Italia sposa questa discutibile linea di “campagna acquisti” – conclude Pagano –, si assume ogni responsabilità non solo nei confronti dell’elettorato e in proiezione futura per l’esito stesso delle elezioni, ma altresì, sin da adesso, anche della grave messa in discussione della coalizione di centrodestra».

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