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Regionali, Legnini non basta

Sondaggio Quorum sulle elezioni regionali in Abruzzo, centrodestra in vantaggio. Solo terzo il centrosinistra, anche con Legnini. Ma Marsilio non "tira".

Sondaggio Quorum pubblicato sul portale della Presidenza del Consiglio: centrosinistra in affanno, Legnini solo terzo. Centrodestra in vantaggio, ma con Marsilio rischia il pareggio.

Secondo un sondaggio realizzato dall’Istituto di ricerca Quorum e pubblicato sul portale della Presidenza del Consiglio, centrodestra in vantaggio, con una forbice di preferenze che va dal 34,5 al 40,5%. Segue il Movimento 5 Stelle, (32,5-38,5) e solo terzo il centrosinistra, fermo tra il 20 e il 26%.

Nemmeno la presenza di Giovanni Legnini, che non ha ancora sciolto le riserve sulla sua candidatura, potrebbe bastare a risollevare le sorti del centrosinistra. Nello stesso sondaggio, infatti, relativamente alle preferenze sui candidati presidenti, Legnini risulta sempre terzo, come la coalizione del centrosinistra, nel confronto con i candidati di centrodestra e Movimento 5 Stelle. Paradossalmente, le possibilità di Legnini e del centrosinistra crescono con la candidatura, attualmente ufficiosa, di Marco Marsilio.

Regionali, con Marsilio il centrodestra rischia il pareggio.

Se è vero come è vero che il centrodestra – in generale – risulta in vantaggio rispetto ai concorrenti, il dato che emerge dal sondaggio è che con Fabrizio Di Stefano candidato il centrodestra migliora la sua performance, con una forbice che va dal 38 al 44%. Sara Marcozzi dal 24 al 30% e Legnini dal 23,5 al 29,5%. Nel successivo scenario proposto dal sondaggio, invece, con Marsilio le percentuali scenderebbero tra il 29 e il 35%, pari forbice con Sara Marcozzi. Anche Legnini risale con un 27-33%. Paradossalmente, migliori performance risultano con lo “sconosciuto” Massimiliano Foschi (33-39%).

Un dato spiegato dalla successiva domanda sulla notorietà degli esponenti politici: qui vince Legnini con il 37,6%, seguito da Fabrizio Di Stefano (30,7%), Sara Marcozzi (27,3%), Giandonato Morra (15,2%), Massimiliano Foschi (14,8%) e ultimo proprio il candidato in pectore del centrodestra Marco Marsilio, con solo il 9%.

«Credo che quel sondaggio – ha commentato Fabrizio Di Stefano ai microfoni del Capoluogo.it – testimoni alcuni dati inoppugnabili: il centrodestra unito parte favorito; d’altra parte non ci sarebbe stata questa corsa alla candidatura se non ci fosse questo sentore di partire in vantaggio, viceversa avrebbero dovuto pregare per le candidature, io ci sarei stato ugualmente. Naturalmente colgo con soddisfazione il dato per cui la mia candidatura chiuderebbe la partita, cosa che non accade con altri, ma soprattutto dovrebbe far riflettere il dato per cui alla domanda su quali caratteristiche dovrebbero avere i candidati, gli abruzzesi chiedono competenza, conoscenza della materia e conoscenza del territorio; gli abruzzesi sono consapevoli dei problemi che la regione ha e vuole persone competenti e con conoscenza del territorio. Da qui il dato che mi premia».

Sulle basse performance di sondaggio del candidato in pectore invece sottolinea: «Marco Marsilio è un validissimo esponente di FdI, che ha concentrato la sua attività politica nella Capitale, con ruoli importanti. Conseguentemente la sua attività politica non ha avuto riflessi in Abruzzo, per questo è poco conosciuto. Conoscenza e competenza su tematiche abruzzesi sono fondamentali per questa sfida».

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