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Archeoclub racconta il Diploma della fondazione dell’Aquila

Il racconto del Diploma della fondazione dell'Aquila, l'epistolario di Pier delle Vigne e gli studi degli storici sulla fondazione da parte di Corrado IV

Archeoclub per ilCapoluogo.it, oggi raccontiamo il Diploma di fondazione dell’Aquila

Fino al 1539 l’unica testimonianza della fondazione della città veniva dalla cronaca di Buccio di Ranallo, dove sono citati l’anno : “Anni mille ducento cinquanta quatro giti” e il fondatore, Re Corrado, per ben due volte “Re Corrado della Magna allora era signore” – “Questa terra fo in prima per Re Corrado facta”.

Fondazione dell’Aquila, nessuna ufficialità fino al Compedio dell’Historia di Napoli

Non c’era traccia di ufficialità fino a quando lo storico Pandolfo Collenuccio trova negli archivi partenopei il diploma di fondazione della città dell’Aquila e lo trascrive sul suo lavoro “Compendio dell’Historia di Napoli” dato alle stampe postumo, appunto, nel 1539. Il diploma non aveva data né firma. La città ebbe solo tre copie ma mai l’originale, tanto che in molti non ne riconobbero l’autenticità. Altri, come Massonio, Crispomonti e Franchi, asserirono che fosse opera di Federico II, sia per l’importanza dell’imperatore, sia perché nel 1566 a Basilea furono pubblicate le “epistole” di Pier della Vigna, segretario e protonotaro dello Stupor Mundi: tra queste epistole, copie degli originali, c’era anche una riproduzione del nostro diploma. La collezione – composta da documenti utilizzati probabilmente come modelli di scrittura per esercizi di stile – comprendeva-anche altre carte, scritte con certezza da Re Corrado. Quindi ancora nessun autore certo e nessuna data, solo molte diverse teorie scritte su centinaia di libri di storia della città e del regno a cui apparteneva.
Nel 1782 un mercante di libri arriva alla certosa di Allerengelberg di Schnals (Val Senales). Il convento di benedettini sta chiudendo a causa della riforma giuseppinista ed il mercante riempie il suo carro con i volumi ed i manoscritti della biblioteca. Tra il materiale acquistato, la collezione “Notulae Rhetoricales Diversae” che venderà poi all’Università di Innsbruck.
L’ateneo austriaco mette da parte tutto, non si cura per oltre duecento anni di questo codice dall’aspetto “dismesso e opaco”, schedato come Innsbruck, Universitäts-Bibliothek, 400. Nel 2005 il prof. Josef Riedmann titolare della cattedra di Storia medievale e l’ex bibliotecario Walter Neuhauser si accorgono della collezione e cominciano a studiarla. Come per l’epistolario di Pier della Vigna, anche il codice 400 è una sorta di prontuario retorico. Include anche tre lettere contenute nell’epistolario di Tommaso di Capua, arcivescovo di Napoli morto nel 1243. Sono riproduzioni, eseguite agli inizi del 1300, di documenti di vario genere risalenti al periodo che va dal 1198 al 1264, oltre 400 tra manifesti e mandati. Poi saltano fuori quelli della segreteria sveva, circa 30 documenti riferibili a Federico II e oltre 100 a suo figlio Corrado IV.

Fondazione dell’Aquila, l’epistolario di Pier della Vigna

Il Prof. Fulvio Delle Donne, docente di Letteratura latina medievale e umanistica presso l’Università degli Studi della Basilicata, asserisce che derivano da documenti originali: “Alcune lettere, non tutte … forniscono una redazione che non è ancora passata attraverso tutti i filtri che ha subito la redazione organizzata sistematicamente dell’epistolario di Pier della Vigna, pur avendone
subìto comunque qualcuno.” Quindi questi manoscritti sono molto vicini all’ originale. Tra di loro ce ne sono due che ci
riguardano: Uno parla di “Re Corrado IV nella sua città di Aquila, dona una cappella consacrata a San Giorgio…” (che vedremo nei prossimi giorni). L’altro è il diploma di fondazione della nostra Città. Riassume così il documento Josef Riedmann nel novembre 2017 sul Monumenta Germaniae Historica:

“Re Corrado, con un solenne privilegio, sta intraprendendo ampie misure per costruire la città dell’Aquila al fine di prevenire attacchi di nemici al confine dei regni, in modo che le persone possano vivere in pace. Gli abitanti dei castelli e dei luoghi sparsi nell’area si riuniscono nella zona dell’Aquila e costruiscono una civitas per facilitare la difesa congiunta. Inoltre, il re libera tutti gli abitanti della nuova fondazione da ogni dipendenza da altre autorità e li pone sotto la sua speciale protezione. Gli stranieri, eccetto gli esuli dal regno, dovrebbero trovare qui un posto sicuro. La città può essere fortificata con mura e tenere due volte l’anno per 20 giorni un mercato i cui visitatori godono di una speciale libertà.”

Gennaio, 1254

 

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