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Universitari senza mensa da sei anni

Polo di Scienze Umane ancora senza mensa: ogni giorno 4000 studenti senza un pasto da ormai sei anni. La denuncia durante l'inaugurazione dell'anno accademico

Ancora non c’è una mensa per gli studenti universitari del polo di Scienze Umane.

Una situazione che lascia 4000 studenti al giorno senza un pasto da ormai sei anni.

La denuncia del presidente del consiglio studentesco dell’Università dell’Aquila, Massimo Aloisi, è arrivata forte nel corso dell‘inaugurazione dell’anno accademico.

“Ringraziamo le amministrazioni regionali, cittadine e universitarie che in questi anni sono riuscite nell’intento di aiutare e mettere a proprio agio studenti e studentesse – ha detto ironicamente lo studente – Anche la stampa, nelle ultime settimane, ha evidenziato come la rinascita della Città sia dipesa dagli studenti, ma è con sentimenti contrastanti che la comunità studentesca ha letto quelle pagine: orgoglio, felicità, empatia, speranza per una città che nel 2009 è stata profondamente ferita. Tanta rabbia e stanchezza per la consapevolezza di essere usati: noi non siamo lo specchietto per le allodole di nessuno. La nostra assenza ormai cronica da tutti i tavoli di discussione e di progettazione, la superficialità con cui si liquida la nostra visione delle cose, non solo si vede nella quotidianità, ma ha lasciato una brutta ferita nell’immagine che gli studenti hanno delle istituzioni, universitarie, cittadine e regionali” ha continuato.

Non solo senza mensa: “serve la Campomizzi”

Il rappresentante degli studenti, rivolgendosi al presidente vicario della Regione Abruzzo, Giovanni Lolli, e al sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, ha sottolineato che “se veramente credete che L’Aquila è e debba rimanere una città universitaria stracciate il protocollo d’intesa che vede la restituzione della Campomizzi al demanio militare, quella struttura deve restare agli studenti, con un comodato d’uso gratuito e duraturo”.

Università, luci e ombre

Incremento dei nuovi iscritti, progetti con aziende leader, buone percentuale di occupazione dei laureati, ma anche carenze di organico ed età media di docenti e personale tecnico amministrativo in aumento. È un quadro in chiaroscuro quello emerso nel corso della cerimonia d’inaugurazione dell’anno accademico 2018-2019 dell’Università degli Studi dell’Aquila.

Ad oggi i nuovi iscritti sono 2.876, ma la previsione è che si superino i 4.600 a chiusura dei termini: lo scorso anno gli immatricolati sono stati 4.124. La popolazione studentesca lo scorso anno era di 16.394, recitano fonti del Ministero. Crescita delle immatricolazioni che raggiunge anche il 50 per cento per alcuni corsi di Ingegneria, attivati progetti con aziende leader nel settore della tecnologia e dell’innovazione.

“I nostri laureati trovano occupazione” rivendica la rettrice dell’Ateneo aquilano Paola Inverardi, “siamo agente di promozione e sviluppo per il territorio, i nostri ricercatori competono e siamo orgogliosamente una Università territoriale e internazionale, che serve al Paese, ma sul piano dell’organico abbiamo molta strada ancora da fare e, intanto, l’età media si alza”.

“Sicuramente abbiamo più iscritti rispetto all’anno scorso – ha sottolineato Inverardi – ma quello che per noi è importante è il ruolo all’interno della società, quello che abbiamo e che abbiamo avuto dopo il sisma del 2009. L’Università dell’Aquila si inserisce in un contesto territoriale e internazionale che vuole essere il motore e il sostegno di questa terra, dando a tutti la capacità di guardare al futuro con più fiducia e consapevolezza, con la forza che deriva dal fatto che siamo in grado di attrarre studenti, energie nuove, sappiamo immaginare il futuro, siamo capaci di affrontare la complessità del domani”.

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