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Ball, 70 licenziati a Natale

70 lavoratori della Ball - che a San Martino sulla Marrucina produce lattine per Coca Cola, Campari, Nestlè - licenziati il 25 dicembre. Tam tam sui social

70 lavoratori della Ball – multinazionale che nel suo stabilimento di San Martino sulla Marrucina produce lattine per Coca Cola, Campari, Nestlè – saranno licenziati il 25 dicembre.

Un Natale da dimenticare per i dipendenti della Ball che, come è già successo un anno fa a quelli aquilani della Intecs, si vedranno recapitare le lettere di licenziamento il 25 dicembre.

L’azienda, dopo l’annuncio dell’11 ottobre, ha confermato alla stampa l’intenzione di chiudere lo stabilimento abruzzese e di sviluppare l’altro italiano a Nogara (Verona), informando che sono state offerte “opzioni di ricollocamento ad altre posizioni in Ball Beverage Packaging Europe”.

ballLa Ball Corporation mi licenzierà a Natale: la lettera dei lavoratori

“Sono passato innumerevoli volte nelle tue mani attraverso il mio lavoro. Sono un lavoratore della Ball Beverage Packaging srl di San Martino sulla Marrucina in provincia di Chieti, dal 1981 in questo stabilimento produco lattine in alluminio da 33cl formato sleek per Coca Cola, Nestlè, Campari, Carlsberg, Peroni, Birra Castello, San Benedetto, Heineken, Ferrero e tanti altri”. Inizia così la ‘lettera del lavoratore’ condivisa sui social grazie a un tam tam di solidarietà. Nel titolo della lettera, il dramma che si profila per ciascuno dei 70 dipendenti della multinazionale, residenti anche in Comuni limitrofi a quello dove ha sede lo stabilimento, ai quali si aggiungono 15 addetti ai servizi: “La Ball Corporation mi licenzierà a Natale!!!”.

Il 25 dicembre 2018, continua la lettera, “quando saremo tempestati dalle pubblicità scintillanti dei clienti della Ball, sarò seduto attorno a un tavolo con la famiglia per una triste giornata di festa. Quello sarà il mio primo giorno da ex lavoratore, sarò un nuovo disoccupato. Eppure questa azienda non è in crisi e negli anni ha raggiunto tanti traguardi”.

Ball, l’azienda non è in crisi ma delocalizza

La Ball è una multinazionale che gode di ottima salute: ma ha deciso di chiudere lo stabilimento abruzzese. Per il 2019 le attività che svolgevano i lavoratori del chietino saranno delocalizzate in Serbia e Spagna, per poi tornare in Italia, a Nogara. Queste le precisazioni dell’azienda giunte nelle ultime ore.

Eppure lo stabilimento abruzzese della Ball era estremamente produttivo, visti anche i premi raggiunti: nel 1995 premio risultati di qualità “Pursuit of Excellence”, nel 2005 “Lean Enterprise” silver award, nel 2006 “Lean Enterprise” gold award, nel 2007 “Mercurio d’Oro” Regione Abruzzo, nel 2016 “hoover sustainability award”, nel 2016 record di produzione annuale, nel 2018 record di produzione giornaliera con 2.300.000 lattine, oltre 10 anni senza infortuni, assenteismo sotto tutte le medie nazionali (0,2%).

Ball, i lavoratori ‘traditi’

“Come ti sentiresti se la tua azienda decidesse di licenziarti il giorno di Natale pur non essendo in crisi? Se ti negasse disponibilità a farti prendere la cassa integrazione per cercare un nuovo lavoro? Se, oltre a lasciarti per strada, decidesse di non aiutarti nemmeno a cercare una nuova possibilità mostrando un minimo di responsabilità sociale? Io mi sento male, tradito”.

scrivono i lavoratori che invitano alla condivisione dell’appello.

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