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Campagna Amica, arriva il pesce dall’Adriatico

Tanti i curiosi che si sono avvicinati al bancone del pesce allestito per l’occasione, tra alici, pannocchie e triglie rigorosamente freschissime e locali incuriositi anche dalle simpatiche “fish coach” che hanno intrattenuto i più curiosi con mini corsi per riconoscere il pesce fresco con utili consigli su come leggere l’etichetta

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Campagna Amica, nell’orto aquilano arriva il pesce dell’Adriatico  “FISH COACHING” al mercato

Presentato il vademecum per riconoscere il pescato locale

 

Si è affacciato un angolo di Adriatico questa mattina nel mercato di Campagna Amica dell’Aquila, in località La Torretta. Una delegazione di pescatori dell’organizzazione di produttori Abruzzo Pesca di Giulianova è stata accolta nel mercato promosso da Coldiretti per un evento speciale: proporre per un giorno il pesce fresco dell’Adriatico ai consumatori del mercato con l’obiettivo di valutarne il futuro inserimento per completare il paniere delle tipicità locali più rappresentative. Non solo vino, olio, salumi e formaggi, ortaggi e patate, tartufi e sottoli locali, quindi, ma anche il cibo più tradizionale del venerdì made in Italy in un evento dedicato al prodotto ittico.

 

Tanti i curiosi che si sono avvicinati al bancone del pesce allestito per l’occasione, tra alici, pannocchie e triglie rigorosamente freschissime e locali incuriositi anche dalle simpatiche “fish coach” che hanno intrattenuto i più curiosi con mini corsi per riconoscere il pesce fresco con utili consigli su come leggere l’etichetta.  “La presenza del pescato nel mercato di Campagna amica è una novità che, se andasse a regime, completerebbe a tutti gli effetti il paniere a filiera corta offerto dalla rete Campagna amica – evidenzia Coldiretti Abruzzo –  Si tratta allo stato attuale di un esperimento che, comunque, fa ben sperare per il prossimo futuro. Ricordiamo che, gli ultimi anni, hanno visto una ripresa dei consumi ittici, sia in valore che in quantità. Far entrare il pesce nel circuito di Campagna Amica vuol dire valorizzare il prodotto locale ma anche sensibilizzare i consumatori al concetto di stagionalità, che non riguarda solo frutta e verdura”. Tant’è che, nel corso dell’incontro, è stato diffuso un opuscolo con la “mappa” del pescato abruzzese in base alle stagioni: dalle panocchie che si pescano maggiormente in autunno fino ai gamberi rosa che sono un prodotto principalmente estivo arrivando alle invernali gallinelle. “Diversamente dai prodotti della terra le varie specie di pesci pescate nei nostri mari si possono trovare tutto l’anno e indistintamente in tutte le regioni. Ciò che però ne definisce la stagionalità – spiega Coldiretti Abruzzo sono le grandi quantità con cui vengono catturate in certi periodi e in certi luoghi. Quantità che determinano un calo dei prezzi essendoci una disponibilità maggiore”.

Da qui consigli sulle ricette e sulla pulitura, come anche sulla conservazione di un prodotto tanto apprezzato quando delicato.

Nel corso dell’evento sono stati diffusi, inoltre, i dati di un settore molto importante per l’economia regionale: circa diecimila tonnellate di pescato marittimo tra pesci (71%), molluschi (20,9%) e crostacei (8,1%) per un valore della produzione di poco meno di 38milioni di euro di ricavato.

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Ma qual è il primo consiglio da tenere conto quando si compra il prodotto ittico? “Per chi non si rivolge alla vendita diretta avviata nella rete di Campagna Amica il primo consiglio è verificare sul bancone l’etichetta, che per legge deve prevedere l’area di pesca (Gsa) – dice Coldiretti Impresa Pesca – Le provenienze italiane sono quelle dalle Gsa 9 (Mar Ligure e Tirreno), 10 (Tirreno centro meridionale), 11 (mari di Sardegna), 16 (coste meridionali della Sicilia), 19 (Jonio occidentale), oltre che dalle attigue 7 (Golfo del Leon), 8 (Corsica) e 15 (Malta). Per l’Adriatico bisogna scegliere 17 (Adriatico settentrionale) e 18 (Adriatico meridionale). E’ necessario poi verificare che la carne abbia una consistenza soda ed elastica, che le branchie abbiano un colore rosso o rosato e siano umide e gli occhi non siano secchi o opachi, mentre l’odore non deve essere forte e sgradevole; per molluschi e mitili, è essenziale che il guscio sia chiuso; meglio non scegliere i pesci già mutilati della testa e delle pinne”.

 

Coldiretti ricorda inoltre che, purtroppo, tre piatti di pesce su quattro che si consumano in Italia sono stranieri, soprattutto per quanto riguarda quello servito al ristorante dove chiede venga introdotta anche l’indicazione della provenienza nei menu.

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