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Reddito di cittadinanza, ecco chi lo prenderà in Abruzzo

Per coprire il reddito di cittadinanza in Abruzzo servono 326 milioni. 11mila nuclei familiari a L'Aquila potrebbero essere destinatari della misura

Per coprire il reddito di cittadinanza in Abruzzo servono 326 milioni.

Lo ha calcolato lo Svimez che ha individuato come possibili beneficiari della misura del reddito di cittadinanza oltre 43mila nuclei familiari in Abruzzo, di cui 11000 a L’Aquila.

Nello specifico, in Abruzzo per coprire il reddito di cittadinanza servono 326.316.860 euro per i nove mesi del 2018 considerando che la misura da 780 euro sia operativa da aprile del prossimo anno.

I nuclei familiari potenziali beneficiari, nel complesso, sarebbero 43.800: 7.000 con Isee nullo, 9.900 con Isee tra 0 e 3.000 euro, 12.900 tra i 3 e i 6.000 euro e 14.000 tra i 6 e i 9.000 euro. A livello territoriale, del totale, 11.900 potenziali beneficiari sono in provincia di Pescara, 11.200 in quella di Chieti, 10.700 in provincia dell’Aquila e 10.000 in quella di Teramo. In testa alla classifica del Mezzogiorno c’è la Campania, dove, per coprire il reddito di cittadinanza, servirebbero 3.096.292.615 euro, mentre in coda c’è il Molise (87.950.017 euro).

Reddito di cittadinanza, i criteri

La stima dello Svimez sul reddito di cittadinanza considera potenziali beneficiari del reddito di cittadinanza i nuclei familiari con Isee da 0 a 9.000 euro (sulla base di dichiarazioni relative al 2016). Considera che per le famiglie con due componenti si parta dal valore medio di 1.092 euro (applicando la scala di equivalenza nell’ipotesi semplificatrice che i nuclei siano composti per il 50% da due adulti e per il 50% da un adulto ed un minore) e che il 50% dei nuclei familiari abbia la casa di proprietà, per cui al 50% dei nuclei va l’intero sussidio all’altro 50% il sussidio meno l’affitto figurativo di 280 euro.

Da una precedente simulazione fatta dallo stesso Svimez sull’impatto del reddito di cittadinanza a livello nazionale emergeva che il costo complessivo della misura sarebbe di circa 15-16 miliardi, a fronte degli 8 miliardi stanziati in manovra (al netto di un miliardo destinato ai centri per l’impiego).
E che la fetta maggiore sarebbe destinata alle famiglie al Sud: stimando in oltre 1,2 milioni i nuclei familiari potenziali beneficiari.

Di questi, a livello provinciale sarebbero 391 mila in Campania (di cui 230 mila a Napoli), in Sicilia quasi 343 mila (a Palermo oltre 100 mila), 214 mila in Puglia (68 mila a Bari), in Calabria 144 mila (37 mila a Reggio Calabria), in Sardegna 107 mila (35 mila a Cagliari), in Abruzzo quasi 44 mila (L’Aquila quasi 11 mila), infine in Basilicata 28 mila (10 mila a Potenza) e in Molise 11 mila (8 mila a Campobasso).

e.f.

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