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Isis in Abruzzo, ecco i Lupi del deserto

Operazione "Lupi del deserto", arresti ed esplulsioni della polizia diretta dalla DDA dell'Aquila.

Operazione antiterrorismo della polizia e personale della Digos dell’Aquila contro l’Isis, arresti ed espulsioni in tutta Italia.

All’alba di oggi, la Polizia di Stato, con personale delle Digos di L’Aquila, Teramo, Milano, Piacenza,  Cuneo, della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni e dei Compartimenti di Pescara, Milano Bologna e Roma, ha concluso una importante operazione per il contrasto al terrorismo di matrice jihadista.

In particolare, aMilano, è stata data esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP del Tribunale di l’Aquila, nei confronti del cittadino egiziano SHALABI Issam Elsayed Abouelamayem, nato ad Eldakahlia (Egitto) in data  01.07.1996, residente a Milano in via A. Meucci 2, per i reati di cui agli art. 270 bis ( associazione con finalità di terrorismo internazionale) e 414 comma 4^ CP (istigazione e apologia per delitti di terrorismo) poiché ritenuto organico allo Stato Islamico, intenzionato di andare a  combattere per Daesh ed intraneo alla macchina della propaganda di quest’ultimo. A Teramo è stato denunciato in stato di libertà in quanto indagato per il reato di terrorismo internazionale  ex art. 270 bis C.P  I.O.M.A., nato ad Asiut (Egitto) il 10.5.1997, già residente a Botricello (CZ) in via A. Moro 16, di fatto domiciliato in Colonnella (TE) c. da Rio Moro nr. 193/E al quale è stato notificato il decreto del Ministro dell’Interno che ne stabilisce l’espulsione dall’Italia in quanto ritenuto pericoloso per la sicurezza dello Stato. Un terzo cittadino egiziano, è stato denunciato in stato di libertà in quanto indagato per il reato di terrorismo   internazionale ex art. 270 bis C.P. E. A. I. A. A., nato il 01.03.1995 in Egitto, residente a Piacenza (PC) via Mischi 16; lo stesso si trova attualmente all’estero e sono in corso fattive ricerche finalizzate al suo rintraccio.

Le indagini, estremamente complesse ed articolate, coordinate dalla Direzione Nazionale Antimafia ed Antiterrorismo, sono state svolte dalla Procura della Repubblica di L’Aquila.-D.D.A.A.- Direzione Distrettuale Antimafia ed Antiterrorismo, che si è avvalsa delle DIGOS di L’Aquila  Teramo e Piacenza, del Compartimento della Polizia Postale e Comunicazioni Abruzzo di quello della Emilia Romagna, con il contributo delle Digos di Cuneo e Milano e con il coordinamento operativo della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione – Servizio per il Contrasto al Terrorismo Internazionale e del Servizio Polizia Postale e Comunicazioni. L’attività investigativa ha avuto inizio nel dicembre 2017, portando alla luce la presenza di un ristretto gruppo di cittadini egiziani, composto da tre persone, fortemente radicalizzati, con dichiarati sentimenti di odio nei confronti dell’occidente, che ha nello SHALABI la sua figura carismatica. All’inizio delle indigini quest’ultimo risiedeva a Colonnella, in provincia di Teramo, come dipendente della azienda che aveva in appalto le pulizie del Mc Donald’s ubicato in quel centro; dal 20 giugno  SHALABI si era trasferito a Cuneo, mantenendo le stesse mansioni lavorative, mentre dal primo agosto il cittadino egiziano  si era trasferito a Milano, dove aveva trovato lavoro, in nero, presso una azienda per la bitumazione stradale, cambiando per ben  4 volte il suo domicilio, come rilevato nel corso dei costanti e continuativi servizi di osservazione statica e pedinamento dinamico svolti, continuativamente nell’arco delle 24 ore, da personale specializzato della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione/U.C.I.G.O.S.. Dalle attività di captazione, telefoniche e telematiche svolte sul suo conto, sono stati recuperati numerosissimi file audio, molti dei quali con il logo della famosa rivista dell’Isis “Dabiq”, ascoltati di continuo dallo SHALABI, in una sorta di costante brain washing, contenenti inni jihadisti e sermoni di Iman radicali, propugnatori di odio nei confronti del mondo occidentale, sostenitori del compimento di atti di martirio in nome di Allah e della necessità di combattere l’occidente anche con attentati nei confronti di popolazione civile.

isis

Lo stesso SHALABI, infatti, in una conversazione, si dichiara pronto e disponibile a combattere ed a fare la guerra: SHALABI “Sì, io mi auguro di andare lì ma ancora non è arrivato il momento”. Interlocutore: Tu vai a fare la guerra insieme a loro? (fa riferimento allo Stato Islamico ndt).

SHALABI: “Sì, arriverà il momento in cui andrò a fare la guerra insieme a loro”. E’ lo stesso SHALABI, inoltre, che fa riferimento alla possibilità di compiere azioni violente per colpire l’occidente e diffondere la Sharia.

SHALABI:….. “Se hai intenzione di fare una operazione jihadista (intesa come operazione volta a sacrificare la propria vita in nome di Allah, ndt), puoi chiederlo e stare anche un anno in attesa, potrebbero anche non chiamarti. Io conosco persone che hanno fatto domanda”.

Da una intercettazione telefonica del 1° luglio si evince, inoltre, che lo SHALABI è perfettamente a conoscenza della esistenza di altri individui che avrebbero manifestato analogo interesse. Egli infatti afferma: “Ognuno di noi (dello stato islamico) si muove per conto proprio, ognuno di noi ha capito il concetto di battaglia il significato del bene e del male, ognuno percorre la via più conveniente (…)”. Interlocutore: “Perché stai a fare tutto questo casino andando contro tutti”? Issam: “Perché io voglio che la legge di Allah copra tutta la terra”.

Le indagini, per tanto, hanno dimostrato sia che SHALABI è un miliziano dello Stato Islamico, che aspira a combattere ed a sacrificarsi per Daesh, per operare o nello scenario siriano o dove gli fosse eventualmente richiesto, sia anche, come emerso dalle attività investigative e dalle analisi Web nei contesti informativi di riferimento svolti dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni, che SHALABI ricopre  anche  un ruolo significativo all’interno della complessa macchina della propaganda dello Stato Islamico, partecipando e gestendo in prima persona, grazie al peculiare skill tecnico e alla significativa conoscenza delle piattaforme social,  canali e gruppi chiusi sul social Telegram, rilasciando le credenziali affinchè altri potessero partecipare a tali gruppi nei quali venivano diffuse le notizie delle attività giornaliere dello Stato Islamico sia tramite la nota agenzia “AMAQ” sia tramite la meno nota, ma molto diffusa, agenzia “NASHER NEWS”.

Di particolare interesse è risultata, infatti, la captazione dalle intercettazioni telematiche di un vero e proprio  “MATTINALE” DELL’ ISIS, nel quale sono indicati gli obiettivi ed i risultati conseguiti da Daesh nella settimana precedente in termini di : morti, feriti, auto e caserme distrutte, cristiani uccisi, prigionieri catturati ecc ecc ..
Concetto analogo, per altro, è  emerso, altresì, dai servizi tecnici nei quali lo stesso terrorista afferma:

SHALABI: “Qui sulla terra esiste il peccato e gli errori. Se mi venisse concessa la misericordia di Lui (Allah) però, la cosa è (può succedere che ), che (Allah) sia lodato, o ti perdona e tu ti senti in trappola e in debito per quello che hai commesso, se Allah vuole, sia lodato, (Lui) ha detto: “Questo è illegittimo  (haram – contro la sharia), o qualcosa del genere, ti dà il potere di risolverla personalmente e così via…”. Per ciò,  mi ha mandato a dire (non si sa a chi faccia riferimento) che io debba sgozzarla e così via… ma se io sgozzo e la sgozzo lì, vedrei il suo sguardo…”

A causa della evidente pericolosità sociale dello SHALABI le operazioni di arresto sono state svolte con il contributo del N.O.C.S.- Nucleo Operativo Centrale di Sicurezza della Polizia di Stato. Per quanto concerne, invece, il quadro indiziario raccolto nei confronti degli altri due cittadini egiziani E. A. I. A. A. e I.O.M.A. esso è costituito da: una spiccata radicalizzazione – indotta costantemente dallo SHALABI – da una marcata impronta antioccidentale, da una particolare attrazione verso lo Stato Islamico e verso la jihad, dalla campagna di odio nei confronti dell’occidente, dall’ascolto di audio di Imam radicali, anti occidentali e favorevoli alla jihad e al martirio per Allah, ma soprattutto dalla visione di video rappresentanti attentati suicidi, altri con scene di sgozzamento e sepoltura in fosse comuni; video relativi all’utilizzo di mitragliatrici da guerra e del kalashinkov, nonché dalla visione di video relativi alle tecniche di disarmo da attacco con coltello e con pistola.

Ad  I.O.M.A è stato notificato il decreto di espulsione dal territorio nazionale, firmato dal Ministro dell’Interno Matteo Salvini, poiché ritenuto pericoloso per la sicurezza dello Stato. A suo carico sono in corso perquisizioni informatiche, domiciliari e personali all’esito delle quali, qualora non emergano ulteriori  elementi indiziari che possano giustificare la adozione di diversi provvedimenti, sarà espulso verso l’Egitto E. A. I. A. A., invece, si trova attualmente all’estero e sono in corso concrete e fattive attività di indagine finalizzate al suo rintraccio.

Sono, altresì, attualmente in corso numerose perqusizioni informatiche domiciliari e personali in Abruzzo, Lombardia, Emilia Romagna e Piemonte con il relativo sequestro di copioso materiale informatico, dal cui esame, attualmente in corso da parte degli specialisti della Polizia Postale, non si escludono ulteriori sviluppi investigativi.

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