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Raccolta differenziata, L’Aquila arranca

Raccolta differenziata in Abruzzo oltre il 62% ma non ovunque. L'Aquila, Pescara e Montesilvano arrancano: non si va oltre il 40%

Raccolta differenziata in Abruzzo oltre il 62% ma non ovunque.

L’Aquila, Pescara, Sulmona e Montesilvano arrancano, con una percentuale di raccolta differenziata del 40%

Sono alcuni dei dati snocciolati dal sottosegretario regionale con delega all’Ambiente, Mario Mazzocca. Un aumento della raccolta definito esponenziale, visto che in quattro anni è salito di ben 16 punti percentuali.

La differenziata passa dal 55,98% del 2017 al 61,88% del primo semestre 2018: ora l’obiettivo del 65% entro il 2020 è “a portata di mano e raggiungibile già nel prossimo anno”.

Oltre la metà dei Comuni abruzzesi, nel 2017, stando ai dati, ha raggiunto o superato la soglia del 65%, mentre quelli con raccolta inferiore al 15%, in quattro anni sono scesi da 60 a 18. Tra i comuni virtuosi con popolazione superiore a 20mila abitanti sono oltre la soglia del 69% Lanciano, Giulianova, Ortona, Roseto e Francavilla.

Sotto il 40% invece Pescara, L’Aquila e Montesilvano che accusano un grave ritardo.

Questi sono i dati riferiti all’anno 2017.
«Poiché il trend rilevato nei primi mesi del 2018 mostra un aumento del 6% rispetto all’anno precedente – dichiara Mazzocca – è evidente che alcuni Comuni hanno migliorato di gran lunga le proprie performances.»
«Tra questi si segnala il Comune di Sulmona (Aq) che è passato dal 28,72% a quasi il 72%: un dato straordinario che verrà sicuramente confermato a fine anno.»

«Bisogna passare dalla raccolta stradale dei rifiuti al porta a porta – sottolinea Mazzocca – Dove ciò è stato fatto i risultati sono eccellenti, anche in funzione di una maggiore qualità e accuratezza della selezione dei materiali che poi possono essere più facilmente avviati al riciclo.»

Annunciata, inoltre, una rimodulazione di somme derivanti da economie, che saranno investite nel finanziamento degli impianti di Atri, Bellante, San Vito, Tollo, Orsogna, Capistrello (totale 1,3 milioni di euro), nelle Piattaforme Ecologiche di Avezzano (200mila euro) e Alanno (189.303 euro), negli impianti per il ‘Compostaggio di Comunità’ (800.000 euro), nei ‘Centri di Raccolta EcoBank’ (un milione di euro). Sugli ultimi due interventi ci saranno dei bandi finalizzati a favorire la realizzazione di piccoli impianti per l’autocompostaggio, destinati ai centri delle Aree Protette abruzzesi, e per l’installazione, nei pressi di centri commerciali nei Comuni con popolazione superiore ai 20mila abitanti, di attrezzature meccaniche ‘EcoBank’ alle quali conferire lattine o bottiglie di plastica. Realizzata, poi, una piattaforma informatica, nell’ambito dell’attività del ‘Centro del riuso sociale’, grazie alla quale i Comuni aderenti avranno uno spazio a disposizione dove i ‘donatori’ potranno inserire le foto degli oggetti da donare e il comune potrà farli avere alle organizzazioni del terzo settore che ne faranno richiesta.

Sul tema caldo del momento, i termovalorizzatori, Mazzocca ne esclude tassativamente la realizzazione in regione.

“Dannosa, inutile e improponibile dal punto di vista ambientale, in Abruzzo, la realizzazione di un termovalorizzatore. In regione è in vigore il nuovo Piano di gestione dei rifiuti, che esclude in modo categorico la costruzione di un inceneritore in virtù dell’aumento della differenziata. Il Piano elaborato dalla Giunta regionale di Centrosinistra non prevede impianti di termovalorizzazione in virtù dei risultati previsti in materia di differenziata e di riduzione della produzione di rifiuti. Quel provvedimento fu impugnato dal Governo Renzi, proprio “perché non prevedeva inceneritori” e si attende ora il pronunciamento della Corte Costituzionale. Mazzocca, in tal senso, si definisce “fiducioso”. Il 4 dicembre incontrerà il ministro dell’Ambiente a Roma, a fronte dei risultati raggiunti, parla quindi di “inutilità di un termovalorizzatore sul territorio”.

e.f.

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