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Proiettile in Prefettura, ancora minacce a politici

Nuove minacce ai vertici regionali, busta con proiettile indirizzata alla Prefettura di Chieti. Minacce a D'Alfonso, Paolucci, Pepe e dirigenti della Sanità

Dopo la lettera minatoria a Paolucci, nuove minacce a politici e dirigenti regionali: recapitata in prefettura busta con proiettile e minacce contro D’Alfonso, Paolucci, Pepe, Pupillo e i dirigenti della sanità.

Era il 4 maggio quando alla segreteria dell’assessore Paolucci fu fatta recapitare una busta con un proiettile e minacce. A distanza di qualche mese, come riporta Il Centro, la minaccia si è “allargata” anche al senatore Luciano D’Alfonso, all’assessore Pepe, al presidente della Provincia di Chieti e ai dirigenti della sanità. Questa volta, infatti, la busta con minacce e proiettile era indirizzata a più di una persona e recapitata alla Prefettura di Chieti.

Sono in corso accertamenti da parte della Scientifica.

«Voglio esprimere a nome mio, dei quattro segretari provinciali, Gianni Cordisco, Gabriele Minosse, Francesco Piacente, Enisio Tocco, e di tutta la comunità politica del Pd abruzzese solidarietà e vicinanza a Luciano D’Alfonso, agli assessori Silvio Paolucci e Dino Pepe, a Mario Pupillo, al manager della Asl di Lanciano Vasto Chieti Pasquale Flacco e al direttore Vincenzo Orsatti per il vile atto minatorio che hanno subito». Con queste parole il Segretario regionale del Pd Abruzzo Renzo Di Sabatino interviene sull’inquietante episodio che si è registrato ieri negli uffici della prefettura di Chieti. «Confidiamo nel lavoro delle forze dell’ordine e siamo certi che il responsabile, o i responsabili, di questo gesto indegno sarà presto individuato e consegnato alla giustizia – continua Di Sabatino -. Non possiamo, però, non manifestare tutta la nostra preoccupazione e indignazione per il clima di odio che si respira in questi ultimi mesi nel nostro Paese, dove gesti del genere, ormai, si contano sempre più spesso. Rivolgiamo un invito, quindi, a tutte le forze politiche e ai rappresentanti delle istituzioni ad abbassare i toni e a riportare il legittimo scontro democratico all’interno dei binari della civiltà e del buonsenso. Oggi, più che mai, abbiamo il dovere di impegnarci tutti in questa direzione, prima di assistere ad una deriva di odio e violenza  incontenibile, che potrà colpire chiunque di noi indistintamente».

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