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Cancellato il viale alberato, sfregio all’Altopiano

Coordinamento Nazionale Alberi e Paesaggio Onlus contro l'abbattimento del viale alberato sull'Altopiano delle Cinque Miglia: "Venga ricostruito".

Sfregiato uno dei paesaggi culturali più caratteristici d’Abruzzo, cancellato il viale alberato dell’Altopiano delle Cinque Miglia.

“La notizia ormai circola sul web e a desta scalpore e tristezza in tutti quelli che ricordano il bel viale di pini neri del famoso paesaggio montano a oltre 1200 metri di altitudine. Un verdeggiante viale alberato che accompagnava gli automobilisti nella traversata di quella che è stata battezzata “La Siberia italiana”. Sono 70 i pini buttati giù dall’ANAS, senza alcuna analisi approfondita, senza un progetto di valorizzazione e sostituzione, solo perchè hanno sempre dato fastidio agli automobilisti amanti della velocità e perchè si spezzavano con i forti venti e le intemperie”. Lo scrive il Coordinamento Nazionale Alberi e Paesaggio Onlus, aggiungendo: “Per decenni questo viale alberato simbolo dell’Abruzzo è stato fotografato dai turisti, una vera icona della montagna abruzzese, incorniciato dalle verdeggianti vallate e dai boschi dell’altopiano. Alberi eroici e resistenti questi pini di montagna, che purtroppo negli ultimi tempi hanno sofferto i repentini cambiamenti climatici con disseccamenti e crolli di rami. Una fine indecorosa per un bene ambientale conosciutissimo e amato. In un paese civile e virtuoso la miglior strada sarebbe stata quella della gestione e della graduale riprogettazione del viale alberato con sostituzione dei pini veramente compromessi”.

“Purtroppo, – aggiungono dal Coordinamento – in nome della sicurezza ad ogni costo si distruggono paesaggi culturali che hanno anche un immenso valore storico e turistico. Nessuno qui vuole sminuire la sicurezza dei cittadini ma è necessario operare con il buon senso e con visioni lungimiranti. Orami si vive e si lavora alla giornata, pensando al momento e non al futuro… pensando al disastro incombente e al cambiamento climatico devastante. Sono troppo pochi quelli che hanno interesse a trovare soluzioni. In realtà ci vogliono esperti e professionisti del paesaggio che lavorino sul restauro paesaggistico e per valorizzare il nostro patrimonio. Quel viale, oltre a essere un simbolo delle montagne abruzzesi, era anche un punto di riferimento per delineare la strada nelle terribili bufere invernali. Fu costruito apposta per aiutare i viaggiatori della “Via degli Abruzzi”, per  migliorare l’orientamento durante le tempeste di neve che rendono la valle inospitale e pericolosa.  Quei pini erano tra i pochi alberi in grado di resistere a quelle terribili condizioni. Qui siamo in una zona in cui le temperature diventano proibitive; il vento gelido, fortissimo e implacabile, mette a dura prova qualsiasi essere vivente. Ecco cosa ci racconta la storia: ‘Verso la fine del 1700 Ferdinando IV incarica il cav. Andrea Pigonati, grande ingegnere del regno, di stendere il progetto per una sistemazione adeguata della Regia Strada degli Abruzzi. […] Pigonati consiglia quattro fila di alberi ai due margini della strada nel tratto che attraversa il Piano. […] Lo scopo era quello di indicare il percorso in tempi nevosi’. È una storia antica che risale alla fine del 700 e che si è tramandata per generazioni, spezzatasi improvvisamente in un freddo autunno 2018″.

“Non c’è interesse a ripiantare neanche un filo d’erba lungo la Statale 17; forse è troppo oneroso e o troppo difficile gestire degli alberi di questi tempi. Noi come associazione chiediamo che venga ricostruito il viale alberato con alberi più belli e più curati, rispettando tutte le norme di sicurezza. Chiediamo che venga ricostruito il famoso paesaggio storico che ha scandito la storia abruzzese. Troppo facile prendere le motoseghe e cancellare ogni cosa.  Il nostro Abruzzo non merita di essere ancora violentato nella sua storia e nella sua bellezza”.

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