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Fina, il congresso Pd può essere dannoso

Il congresso Pd può essere molto dannoso per il partito e per l'Italia: parola di Michele Fina. 'Si rischia di cadere in una dialettica fatta di personalizzazione estrema e rissa'

Il congresso Pd può essere molto dannoso per il partito e per l’Italia, parola di Michele Fina.

Fina, responsabile abruzzese del Pd per l’Università e la Ricerca, lancia una riflessione sull’Huffington Post sul congresso del Pd, dopo le dimissioni da segretario di Martina.

In una lettera aperta diretta ai componenti della Segreteria e dell’Esecutivo nazionale del Pd, ammette apertamente che

“Il congresso che sta per aprirsi ufficialmente può essere per il Pd e per l’Italia molto dannoso. Non è un’eventualità inesorabile ma molto, troppo probabile. Non sento ragionamenti che mi smentiscano; se lo faranno i fatti ne sarò contento.

Perché? Le regole di svolgimento della nostra vita democratica che ci siamo dati 11 anni fa sono, in questa fase e per loro natura, divisive, inattuali e a tratti idiote”

I tempi sono cambiati dal 2007 ad oggi, riflette Fina: è cambiato il contesto socio – economico, la Lega aveva l’8 % e il M5S non c’era neppure in Parlamento.

“Non c’era il premierato né il presidenzialismo ma di certo una legge elettorale maggioritaria con un premio enorme; il Pd considerava una vittoria avere più della metà dei voti degli italiani e una sconfitta averne solo un terzo.

Bene, nonostante tutto questo noi invitiamo ancora una volta indistintamente tutti gli italiani ai nostri gazebo a scegliere il nostro candidato alla Presidenza del Consiglio. Ma per proporlo a chi, senza maggioritario, col 18% dei voti e soprattutto senza uno straccio di elezione politica a stretto giro?”

C’è bisogno di una leadership che rilanci l’azione del partito, continua Fina, di rispondere all’esigenza di una guida autorevole per una coalizione larga capace di vincere le elezioni, come lo è stata quella di Nicola Zingaretti nel Lazio.

Ma il rischio – prosegue Fina – è di cadere in una dialettica fatta di personalizzazione estrema e rissa

“Noi siamo forniti delle risposte giuste. Ma una risposta giusta è tale solo se anche la domanda è giusta. E la domanda formulata con le regole del nostro congresso è invece sbagliata. Parliamoci chiaro, sarà una conta fino all’ultimo voto, con ogni mezzo possibile. Se non per volontà dei candidati, di certo per volontà dei tifosi, in un partito che ormai ne è pieno.

Vi faccio un solo esempio: abbiamo partecipato tutti al Forum per l’Italia che abbiamo tenuto a Milano, a conclusione di un percorso che ha avuto tappe significative come la manifestazione di Piazza del Popolo e i Forum tematici di Palermo, Torino, Roma e Napoli. Sono state occasioni straordinarie che ci hanno fatto capire, tra le altre cose, che abbiamo sbagliato a smettere per anni di fare questo lavoro di confronto, coinvolgimento, studio.

Certo acerbe, proprio perché precedute dal vuoto. Invece leggo l’amico Onorevole Luciano Nobili ridurre il Forum all’ossessione di prendere le distanze da Renzi e il prezioso contributo di Federica Mogherini all’ingratitudine per non aver ringraziato Renzi. Perché per lui la citazione di Renzi è la misura di tutte le cose, così come per molti altri lo è la dannazione di tutta la nostra esperienza di Governo e di chi l’ha guidata. E il dramma è che sembra siano queste, la personalizzazione estrema e la rissa, le uniche modalità utili di confronto! Per correre nelle primarie, per conquistare un voto in più per il tuo candidato, saranno questi (o peggio di questi) gli argomenti. A meno che non ci raccontiamo adesso che faremo un’elegante partita di tennis anche se le regole sono quelle della lotta libera”

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